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Posted on Author Nikotilar Posted in Software

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  2. Luciano Moggi: "La mia visita alla Juventus? Tanti auguri anche ai rosiconi"
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I miei primi complimenti vanno al presidente Andrea Agnelli ma ne merita anche Marotta per la squadra allestita anche se il vero artefice di questa stagione fantastica è stato Antonio Conte che ha trasmesso la sua mentalità al gruppo facendoli sentire talmente forti da diventare imbattibili.

A tutti quelli che parlano adesso di 28 scudetti voglio continuare a ripetere che nessun illecito è stato riscontrato nel campionato Le sentenze dicono questo. Forse dedica più giusta sarebbe stata se rivolta verso Andrea Pirlo. Faccio un grande in bocca al lupo a tutti loro, molti dei quali ho avuto la fortuna di averli con me. Un esempio di correttezza, un grande atleta dotato di una grandissima educazione. Credo che non solo gli juventini, che oggi lo piangono amaramente, lo rimpiangeranno.

Proprio in questo periodo siamo negli anni di Tangentopoli vengono a galla diverse inchieste giudiziarie. Questa volta non si riesce ad insabbiare la vicenda perché lo scandalo è troppo evidente: Moggi scarica tutte le responsabilità su Pavarese , il suo tirapiedi, che ne è ben felice, i due finiscono nei guai, anche perché indagati per sfruttamento della prostituzione e illecito sportivo.

Moggi durante gli interrogatori perde la sua proverbiale dialettica e si contraddice più e più volte Lucianone parlerà prima di hostess, poi di interpreti…. Moggi approda alla società giallorossa che è contesa da due padroni, Mezzaroma e Sensi , e lui è ingaggiato dal primo ed inviso dal secondo.

Lo stile Moggi è arrivato alla pura volgarità gratuita. Boniperti, da gran signore qual è, allo stadio della Juve moggiana non ci metterà mai più piede…. La società che avrebbe dovuto occuparsi della distribuzione dei biglietti, la Stadio Service gestita dal figlio di Baldo Depetrini , gloria della Juve degli Anni Trenta-Quaranta , subisce danni dal al per oltre un miliardo e milioni , ovviamente mai risarciti dalla Juventus.

Questa foto darà origine a nuove inchieste giudiziarie, naturalmente senza esito perché il potere di Moggi e della sua Juventus è troppo grande! Invece si scopre che in questo laboratorio mancano addirittura i controlli sul ph delle urine poteva esserci anche acqua o Coca Cola nelle provette e nessuno se ne sarebbe accorto! Si scopre inoltre che i valori di ematocrito del capitano Del Piero e del centrocampista Conte sono completamente sballati.

Insomma Moggi senior attraverso il figlio centinaia e centinaia di calciatori che militano in squadre e società avversarie, alla faccia della regolarità dei campionati. Moggi intanto, su imbeccata degli Agnelli, incomincia ad essere intercettato dalla magistratura che in breve tempo ne scopre di tutti i colori. La partita finisce in rissa. Ovviamente obbedisce! Intanto il Bologna retrocesso di Gazzoni Frascara lancia pesanti accuse al sistema-Moggi, in estate la Juve viene assolta in appello per la faccenda doping e la gazzetta di regime bianconero Tuttosport esulta come se la squadra avesse vinto una finale di Champions!

Lucianone è come il gran visir del sultano: ha un potere immenso tra le sue mani ma allo stesso tempo precario, basta pestare i piedi del Sultano leggi Agnelli e la sua immensa fortuna è destinata ad evaporare in un baleno. Angelo o diavolo, amato e detestato, passato ripetutamente dalla polvere agli altari, Luciano Moggi da Monticiano è stato semplicemente il simbolo di un calcio italiano con i suoi moltissimi difetti e pochissimi pregi che negli ultimi venticinque anni si è snaturato suicidandosi nel mare magnum della finanza speculativa: da sport pane e salame per avventurieri e ladri di galline a contenitore di plastica per speculatori e delinquenti in doppiopetto.

E Luciano Moggi è stato allo stesso tempo carnefice e vittima di questa epocale svolta che ha cambiato lo sport più popolare del mondo!

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Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati. Cancella la risposta. La canzone vuole raccontare come sia possibile che il corpo diventi una gabbia a causa degli stereotipi dai quali siamo circondati e allo stesso tempo come il tuo stesso corpo possa sfuggire a queste logiche, salvandoti e affermando il proprio essere carne.

Chiudiamo parlando della vostra copertina che esprime pienamente questa ultima risposta? Ci ha saputo mettere a nostro agio in una maniera eccezionale e ci ha dato la possibilità di sperimentare insieme a lei.

Con la copertina volevamo presentare al meglio il nostro disco e penso proprio che ci siamo riusciti: Claudia è riuscita ad immortalare il nostro spogliarci, il nostro sfogarci per raccontarci.

Carmine, mente del progetto e autore dei testi, è in realtà sulle scene da più tempo, ha partecipato a Sanremo Giovani nel e continua a portare avanti nuovi lavori e sperimentazioni. Ciao Carmine.

Ne "Le nostre guerre perdute" gli arrangiamenti pop accompagnano una scrittura intima e nostalgica. Tutto è nato da una raccolta di canzoni scritte di getto per una mia ex. Un tema che si propone ciclicamente nei brani è il rapporto con la vostra terra, la provincia leccese. La provincia leccese è lo sfondo di quello che racconto. La mia scelta personale è stata quella di rimanere e cercare di ripartire dal territorio, nonostante la maggior parte dei miei amici sia andata a vivere al nord.

Ho uno studio a Lecce e posso dire che essere seguiti sul proprio territorio da tante persone è un grande aiuto, anche per finanziare i lavori. Con il primo tour abbiamo fatto più di date, anche nei peggiori bar della provincia. Che album possiamo aspettarci rispetto a "Le nostre guerre perdute"? Sicuramente è la storia di un quinquennio successivo, con tematiche leggermente diverse ma sempre legate a quella visione malinconica di fondo.

Continui a essere parte di diversi progetti e a proporne di nuovi, come i due volumi di "Nocturnae Larvae" dal carattere molto sperimentale. Fare musica è un modo per esprimermi a gradi. La Municipàl è la mia parte più romantica, ma ci sono diversi lati del mio carattere che cerco di trasformare in musica. Credo che ogni artista debba portare avanti i propri suoni e sperimentare, indipendentemente dal fatto che un progetto vada bene o male.

Anche per questo sto portando avanti nuovi dischi e nuovi progetti, a prescindere da quello che succederà con La Municipàl. Da dove nasce la voglia di scrivere musica per il cinema? Fin dai nostri esordi, ci siamo sempre fatti accompagnare da immagini che ci ispirassero e la voglia di collaborare con il mondo del cinema e della tv è cresciuta lentamente, anche grazie alle conoscenze e ai vari apprezzamenti che abbiamo avuto.

Quanto è difficile trovare la connessione vincente tra immagini e musica? È un mix tra impulsività e razionalità. Quanto è stato difficile sonorizzare uno dei casi più crudi di cronaca nera? È una notizia che ci ha coinvolto particolarmente perché alcuni di noi vivono nello stesso quartiere della Famiglia Cucchi.

Cosa dobbiamo aspettarci dalla nuova stagione di Gomorra? Nella quarta ci saranno nuovi personaggi e tanta musica inedita.

Abbiamo lavorato molto su altre situazioni nuove: la musica vecchia si andrà a mixare con quella nuova. Qual è stato il vostro lavoro più difficile finora? Forse il primo lavoro per Gabriele Salavatores, "Come Dio comanda", ma anche la prima stagione di "Gomorra".

Nell' approcciarsi ad una serie televisiva il lavoro è decisamente maggiore. Come si rapporta la musica al cinema e alle serie tv? Non devi dire tutto subito, ma puoi anche regalare alcune sonorità di personaggi che poi arriveranno lasciando del mistero in più, rispetto ad un film che è più diretto. Cosa ascoltano i Mokadelic? I Mokadelic ascoltano tutto. Siamo completamente onnivori dal punto di vista musicale e questo ci permette di non avere limiti.

Stiamo riscoprendo vecchie colonne sonore rendendoci conto che, ascoltate come se fossero un album, si riesce a dargli una nuova vita. Da quest o studio americano, si apprende che: studiare musica in età scolastica, favorisce lo studio in ge nerale, ma nello specifico aiuta e facil ita la. Sono canzoni scritte col cuore, le più autentiche che ho scritto da dieci anni che faccio musica ad oggi.

Mi sono messo in gioco parecchio e grazie a questi brani sono riuscito ad esorcizzare un periodo ben preciso della mia vita. Diciamo che mi sono sfogato: immagina i brani come sassolini da togliere da dentro alle scarpe.

Devo dirti che ora che ci penso ci stanno entrambe le chiavi di lettura. Quali sono gli ascolti che più ti hanno influenzato nella scrittura di questo disco?

Ho impiegato un anno e mezzo nella stesura di questo album e quindi sono stati tanti gli ascolti che mi hanno influenzato. So darmi ottimi consigli, ma non riesco quasi mai a seguirli. Mi piace comunque lasciare sempre una libera interpretazione a tutte le mie scelte.

Meglio se sorseggiando del buon whisky e pensando a qualcuno. Non è un gioco di parole, ma una vera e propria rivoluzione, possibile grazie alla tecnologia wireless: gli impulsi sonori vengono trasmessi dagli strumenti a un.

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Quasi dieci anni dopo, nel , Cardiff ospitava la prima Battle of the Bands, un evento dove le bands si esibivano davanti ad un pubblico dotato di cuffie a più canali, collegati ognuno ad una band diversa: quella più ascoltata vinceva il contest. Anche in Italia i silent party si fanno conoscere da nord a sud, a.

Per presentare un album si era alla costante ricerca di nuove soluzioni. Tra le idee più innovative per la pubblicizzazione, si ado peravano anche i cartelloni pubblicitari. I primi? Se qualcuno dovesse avere ancora delle perplessità sulla qualità del suono, i numerosi services della silent technology the silent party.

Ordunque, oltre a costruirci un dancefloor su misura senza scambiare il dj per un juke box, oltre a poter fare festa fino a tardi e in luoghi improbabili senza disturbare chi di fare festa proprio non ne vuol sapere, oltre a limitare.

Uno show insolito e bizzarro. Provare per credere. Piazzale Eugenio Morelli, 9, Roma, www. Provocazione o progetto concreto e attuabile? Siamo in tour da circa un anno con performances in varie parti del mondo, dal Centre Pompidou al RomaEuropaFestival.

Dove e come si inserise la creatività umana in questo percorso? La creatività umana è tutto e le macchine sono troppo intelligenti per creare. Avete mai visto una macchina provare sensazioni simili??? Quando ti sei reso conto del cambiamento epocale che sta attraversando la musica e quando hai deciso di farne parte in maniera attiva?

Il cambiamento si ha ad ogni passaggio di Epoca. Il pianoforte stesso fu un salto tecnologico incredibile e i primi e più grandi utilizzatori che hanno cavalcato quella tecnologia furono personaggi tipo Beethoven e Mozart.

Chi non lo fa è un retrogrado. Dipende da come le due cose si compenetrano. Febbraio partiremo con la prima masterclass al mondo di intelligenza artificiale basata su A-MINT al Conservatorio di Santa Cecilia, nostro partner e prima istituzione musicale al mondo ad affiancare un corso di A. Abbiamo iniziato con una provocazione, ma adesso siamo piuttosto concreti… sorride, ndr.

Nel la Columbia Records introduce il vinile negli States, arriva poi lo Stereo8, la musicassetta, nel viene prodotto il primo cd ad uso commerciale, nei primi decenni del XXI secolo arriva Internet e nel Spotify.

Non posso dire altro…potrei sbagliarmi. Il bello di sperimentare è che non sai mai dove puoi arrivare e, se sbagli, la gente non se ne accorge ride ndr. La percezione è qualcosa di inanimato, di istintivo, di poco romantico a dir la verità. Quanti suoni percepiamo quotidianamente senza rendercene conto? Solitamente in questi casi, quando non riesco a dormire, metto su le cuffie e cerco di alleviare i miei pensieri ascoltando la mia musica preferita, ed è tutto più bello, più tranquillo.

Io, udente, metto le cuffie ed il silenzio si spezza. Le note, gli accordi, i riff di chitarra, le linee del basso si propagano velocemente nelle mie orecchie ed arrivano dritte al mio cervello, cullandolo. Musicista già affermatissimo a Vienna, stava perdendo lentamente il senso più utile per un compositore della sua levatura. La sordità divenne totale prima del Eppure in questo periodo di lento abbandono del mondo sonoro che aveva sempre conosciuto, nacquero alcune delle sue opere più belle e indimenticate.

Pare che componesse servendosi di una bacchetta di metallo stretta fra i denti e appoggiata alla cassa del pianoforte, per percepire le vibrazioni. Avverto le vibra-. Anche lo spettacolo mi colpisce. Per di duetto fra canto e ASL. Da incanto. Amber si è inventata gesti particolari per rendere le onde del basso, il ritmo imposto dalla batteria, gli assoli di chitarra.

Una delle cose più emozionanti che si possono vedere sul web in questo periodo, è il video di un concerto dei Red Hot Chili Peppers in cui sulla meraviglia di canzone che è Under the Bridge, il cantante Anthony Kiedis si posiziona vicino ad Amber, dando vita ad. La musica non finisce mai di stupire. Primo disco in italiano e che vede la collaborazioni con Max Casacci e la partnership con Real Time.

Noi di MusicazeroKm lo abbiamo intervistato prima del suo lungo tour. Questo disco è un mio ritorno a casa, geograficamente parlando. Ho iniziato a collaborare con Max Casacci e abbiamo registrato a Torino, nella zona dei Subsonica.

Se non sbaglio questo è il tuo primo album dove canti interamente in italiano. Come mai questa scelta? Era come se stessi giocando solo con alcuni strumenti a mia disposizione.

Sei un produttore, ma anche un fruitore di musica: come pensi sia cambiato il modo di ascoltare la musica? È una domanda da un milione di dollari. Oggi la musica ha la possibilità di essere onnipresente, come tutte le declinazioni del progresso.

Sarà un tour di quasi km. Saranno diversi i club dove suoneremo e i vari posti scelti saranno luoghi con delle storie da raccontare. Insomma, sarà un tour aperto a tutto e a tutti. MB: È un progetto che non ha una fine. Uno strumento con cui posso portare avanti la mia passione principale ovvero raccontare cose attraverso una telecamera. Gli ingredienti per aprire una società di. MB: Incoscienza, perché comunque te la devi rischiare, e tenacia.

MC: Un buon commercialista! MB: Il primo step che affrontiamo sempre è ascoltare la canzone. MC: La cosa bella di un videoclip è che, magari, riusciamo ad arrivare tutti alla stessa visione della storia che si vuole raccontare, come se la canzone guidasse i nostri cervelli verso la stessa idea creativa. Qual è il videoclip musicale più bello che avete realizzato finora? È stato girato in notturna a Priverno, vicino Roma, e abbiamo letteralmente bloccato un paese. Cosa stanno ascoltando i Cani Secchi questo periodo?

Il nuovo disco di Aurora mi è piaciuto molto, amo moltissimo Lorde e non vedo l'ora che esca il suo nuovo album. MC: Per me, invece, è il cinema che influenza il mood musicale del momento.

Ho visto Bohemian Rhapsody e ora sto rivivendo i Queen. Una trovata semplice, ma allo stesso tempo rivoluzionaria, della quale abbiamo parlato proprio con i suoi protagonisti: Marco e Stefano. La tridimensionalità è stata pensata per chi ascolta la musica tramite le cuffiette e quindi tende a isolarsi dal mondo esterno per immergersi in un mondo proprio. La metafora era perfetta e si associava benissimo al nostro progetto, visto da sempre come un mare nel quale bagnarti superficialmente oppure immergerti completamente per un ascolto più approfondito.

Una sorta di silent disco: in palco saremo in tre, noi due più un fonico che in real time mixerà in binaurale e il pubblico avrà delle cuffie wireless per ascoltarci.

Tanti gli artisti con la quale ha collaborato e tanti i pezzi di successo scritti da lui. Nonostante i tanti impegni lo abbiamo raggiunto telefonicamente. Ognuno ha un proprio personale approccio alla scrittura, il tuo qual è? Quando scrivo una canzone parto sempre dalla musica, mai dal testo.

Magari si inizia da un giro di accordi del piano o della chitarra, per poi costruire la struttura melodica e successivamente si scrive il testo.

Sei un polistrumentista, quanto influisce questo sul tuo essere autore? Reputo un grande vantaggio essere polistrumentista, poiché permette di iniziare a scrivere un brano partendo da strumenti diversi. Le sonorità che possono nascere da un pianoforte sono diverse da quelle di una chitarra ad esempio. Il brano nasce principalmente dalla collaborazione con Piero Romitelli, con il quale ho già scritto molti altri brani già pubblicati per altri artisti.

In questa collaborazione specifica si aggiunge anche un nostro amico comune: Antonello Carozza. Poi grazie a Pasquale Mammaro, il nostro inedito è stato ascoltato e scelto dai ragazzi de. Vivi la musica in tutte le sue sfaccettature, ma come pensi sia cambiato il modo di ascoltare la musica?

In conclusione, siamo nel , cosa ti aspetti, parlando di Musica in generale, da questo nuovo anno? Se dovessimo fare un confronto tra un disco in streaming e un 33 giri, si aprirebbe un dibattito interessante sulle differenze che per forza di cose andrebbero a sottolineare vantaggi e svantaggi delle due situazioni.

I vantaggi dello streaming sono numerosi: quantità esorbitanti di file audio contenute in rete alla quale possiamo aver accesso in ogni momento e in ogni luogo. Si paga mensilmente per avere a disposizione queste illimitate librerie musicali, fino alla scadenza del contratto e non oltre.

Il disco in vinile, invece, non include nel proprio universo questo aspetto, in quanto chi vuole riprodurre un brano musicale, deve confrontarsi con la fisicità vera e propria del disco: il 33 giri LP ha una durata di circa 30 minuti per lato ed è soggetto a usura, graffi e formazione di possibili muffe che vanno a compromettere la qualità acustica. Se conservati correttamente, come in un ambiente asciutto e temperato, anche vinili di 40 anni possono dare soddisfazioni.

Indubbiamente, qui, stiamo parlando di un ascolto attivo nel vero senso della parola. Quale sarà la combinazione vincente? Infatti, servirebbero circa 2. Oggi svolge un ruolo centrale e sempre più rilevante la musica live e di conseguenza cresce la richiesta di figure. Un porno alla radio! Prenderemo in esame tre realtà cinematografiche molto diverse tra loro ma che hanno in comune elementi i quali, per cause di forza maggiore, hanno influenzato, e non poco, la loro carriera artistica.

Stiamo parlando di Stanley Kubrick - , Martin Scorsese e Woody Allen : tre coetanei, o quasi, nati nel torsolo della Grande Mela, conosciuta come New York, che hanno dedicato la loro vita al mondo cinematografico. Kubrick, Scorsese ed Allen appartengono a tre generi di regia differenti paragonabili a tre generi musicali differenti, rispettivamente classica, rock e jazz.

Le vite di questi tre registi si sono incrociate numerose volte.

Luciano Moggi: "La mia visita alla Juventus? Tanti auguri anche ai rosiconi"

Nel esce New York Stories, film collettivo di tre episodi dove Scorsese e Allen hanno diretto due episodi insieme al collega Francis Ford Coppola il quale ha diretto il terzo. Tre episodi incentrati sulla loro città nativa con dinamiche sociali viste da punti di vista differenti. Kubrick aveva scelto Allen come possibile personaggio principale del film Eyes Wide Shut, in quanto il Sig.

Allen è stato in analisi per 21 anni e il regista di Odissea nello Spazio era affascinato dall'idea di affidargli un uomo che si scopre vulnerabile di fronte ai sentimenti. Scorsese ammira di gran lunga il cinema di Kubrick, tanto da definirlo come un qualcosa che non aveva mai visto, in grado di ampliare e ridefinire i limiti del cinema stesso.

Allen sostiene che il cinema di Scorsese e di Kubrick abbia influenzato notevolmente decine di registi, a differenza del suo che non ha influenzato nulla, come ha dichiarato, inconsciamente, lui stesso.

Ma arriviamo al punto cruciale del nostro esperimento: la musica. Tutti e tre le riservano un posto in prima fila per i loro film. Martin Scorsese è un grande appassionato di rock in tutte le sue sfaccettature. Nel è stato aiuto regista per il documentario sul concerto di Woodstock, ha diretto il documentario Shine a Light sul concerto dei Rolling Stones e, sempre insieme a Mick Jagger, ha co-prodotto la serie Vinyl.

Woody Allen ha una jazz band con cui suona il clarinetto da circa 35 anni e la sua passione per questo genere musicale trasuda dai suoi film, dove citazioni a jazzisti o a brani, non mancano mai. In ogni film, come il jazz, la delicatezza incontra il fervore, la calma incontra la tempesta. Una New York color pastello si fa scenario di vite e processi sociali che solo Allen ha saputo raccontare attraverso le note di un clarinetto malinconico.

Molti appassionati del cinema kubrickiano sapranno per certo che il regista newyorkese aveva un debole per la musica classica nel montaggio delle sue opere, dichiarando che compositori come Mozart, Beethoven, Brahms etc, valorizzassero storie cinematografiche, incastrandosi perfettamente nella narrazione, come anche il silenzio stesso.

Tre mostri sacri del cinema che nella musica hanno trovato una fida compagna di lavoro e nella vita. Di Francesco Nuccitelli. Predicare calma zen non aiuta, spesso è necessario incazzarsi per cambiare le cose e stare meglio. Non basta starsene da parte e tirarsi fuori dalla lotta quotidiana per star bene, bisogna immischiarsi nella giungla urbana e nei suoi problemi per ritrovare finalmente il Nirvana. Un disco dalle sonorità e dai testi taglienti caratterizzato da una voce indignata e fuori controllo.

Di Alessio Boccali. Jacopo Ratini è un cantautore che ha raggiunto piena maturità grazie ad una gavetta di tutto rispetto. Il cantautore romano non si nasconde dietro a un dito e mette alla berlina tutto il malessere della società moderna.

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Di Alessio Boccali I Subba And The Roots hanno un merito eccezionale: sono riusciti a riportare tutta la carica del live in un disco. Vi avviso, è un disco, praticamente tutto in tonalità maggiore, che non vi darà la possibilità di ascoltarlo da seduti, quindi preparatevi ad alzare il volume e muovetevi, ballate… insomma, fate casino! Un album ricco e variegato, non bloccato nei soliti schemi di genere, ma un concept libero e dal sound leggero. Arricchito da testi profondi, che mostrano la maturità artistica di Max Dedo e la sua evoluzione musicale.

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Un album sicuramente distante dal sound odierno e lontano dalla ricerca dei dati di ascolti. Un progetto che ci regala attimi di pura estasi e ci fa far pace con la musica.

I poeti, e i creativi in generale, lo sanno bene e Murubutu non fa di certo eccezione. Sono arrivato con i miei genitori quando avevo un anno e rimasto stabilmente fino al Sono partito da queste per narrare attraverso un disco. E nel tempo abbiamo vinto: oggi il Parco è vivibile e pieno di speranza grazie alla volontà di tutti i residenti.

Dove le hai registrate? Il mio vecchio studio, dove venivano in molti a chiedere mixtape storici tipo La banda del trucido! Ecco, alcune hit totali tipo Supercafone sono state registrate nel bagno: se le sentite a cappella noterete uno strano riverbero perchè era uno spazio di forse 3mq!

Come hai fatto a raccontare con un disco autobiografico la vita di ognuno di noi? Ero pieno di ansie quanto è uscito il disco, ma oggi sono contento perché anche chi mi scrive lo fa in maniera diversa.

Hai descritto un pezzo di vita mia! E io mi chiedo, come fa ad essere la tua se in realtà è la mia. Come è cambiato invece Tommaso? Complice sicuramente è stato Jovanotti, che in quegli anni faceva un programma in radio con tutto il rap americano. Nonostante questo sono sempre rimasto molto legato alla tradizione cantautorale italiana. Francesco incarna nelle sue canzoni tutte le contraddizioni della nostra società, tentando di far fiorire i preziosi momenti di felicità che si nascondono dietro le grandi brutture.

E allora "Scinne ambresso" a comprare il nuovo album! Prendete il folk, prendete il cantautorato e aggiungete una dose importante di introspezione che oscilla tra la malinconia e la felicità nascosta nelle piccole cose.

Poteva, questo talento nostrano, passare inosservato? Ovviamente no. I nuovi brani del secondo disco, infatti, sono usciti per Sony Music Italy. Se aggiungiamo, poi, la collaborazione con Mense Reents per gli arrangiamenti, ecco che queste undici tracce diventano piccole pièces teatrali da ascoltare. Riflessioni profonde quanto ironiche sulla -sua?


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