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Dna strider scarica

Posted on Author Mushakar Posted in Software

  1. Traduzione di "Quindi, non posso" in inglese
  2. Tecniche Di Difesa Informatica
  3. DNA STRIDER SCARICA
  4. Guida alla nuova Fattura non fiscale

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Ryan McFarland Ryan McFarland è un imprenditore appassionato di mountain bike e di sport motoristici. Anche in questo caso strder mio spirito agonistico mi spinse a semplificare, semplificare, semplificare. Finché pensai… magari togliere del tutto il gruppo di trasmissione del movimento? E successivamente, sei mesi dopo ecco il momento giusto per una motocicletta in versione fuoristrada. Quando arrivai al sistema di trasmissione pedali, pedivelle, cuscinetti, pignonimi resi conto che questo era il motivo principale del peso e della complessità della bici.

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È possibile anche eseguire il backup in modo continuo usando servizi come il backup online o i backup appliance che sono degli strumenti che permettono questo tipo di operatività attraverso gli agent, che sono dei software che si occupano di individuare, attraverso criteri, i file nuovi da archiviare e immediatamente ne eseguono la copia di sicurezza.

Backup 20 Anche il palmare e lo Smartphone sono diventati importanti strumenti per i lavoratori perché contengono dati fondamentali come la rubrica telefonica e il calendario degli appuntamenti, è pertanto diventata buona norma estendere il backup anche a questi strumenti. Diversi nuovi servizi su internet permettono infine di eseguire il backup degli account e dei dati degli utenti di social network.

Traduzione di "Quindi, non posso" in inglese

La progressiva discesa del costo delle memorie informatiche, in base alla legge di Moore, pone in secondo piano l'esigenza di ridurre lo spazio richiesto dai backup, comprimendo i dati; i produttori di sistemi oggi infatti si concentrano su metodi per la riduzione del numero di elementi da copiare e per la riduzione del traffico di dati necessario a trasferire i dati da preservare, in modo da aumentare la frequenza delle copie.

Per le aziende una caratteristica importante del backup è che questa attività non vada a sovrapporsi con l'operatività quotidiana, caricando i sistemi informatici e rallentando i tempi di risposta agli utenti. Per questo motivo vari sistemi di backup vengono usati la notte, quando normalmente gli utenti non lavorano.

Per aumentare la velocità del backup, solitamente vengono applicati uno o più delle seguenti pratiche: Backup differenziale il backup differenziale è basato su un algoritmo che confronta i dati di un file da copiare con quello già copiato, registrando soltanto le differenze quando ce ne sono.

Il backup differenziale è utile, in particolare, per file di grandi dimensioni e che necessitano di un backup completo e quotidiano, come i database aziendali. Compressione la compressione è ottenuta tramite algoritmi di compressione dei dati come quelli usati dai programmi più famosi come Winzip, WinRar, WinAce prima che vengano registrati sul supporto di backup, oppure attraverso la deduplicazione.

Deduplicazione è ottenuta tramite algoritmi di deduplicazione che significa eliminazione dei duplicati che possono agire a livello di singolo file o di blocco, inteso come insieme di file.

La deduplicazione è utile, in particolare, per i gruppi di file o le cartelle di file che necessitano di un backup completo e quotidiano. La conservazione dei supporti di backup in posizioni fisicamente distinte e separate dai sistemi in uso è strettamente necessaria, per evitare che in caso di furto, incendio, alluvione o altro evento catastrofico, le copie vadano perse insieme agli srcinali.

Backup 21 Il ripristino dei dati copiati con l'operazione di backup è normalmente detto restore. Le operazioni connesse con il recupero dei dati dal backup in caso di guasto o cancellazione di una certa importanza sono abitualmente soggette ad autorizzazione specifica del responsabile della sicurezza.

L'amministratore di sistema o gli utenti che hanno diritti di accesso analoghi, provvedono al ripristino dei file richiesti. Glossario di termini legati al backup Backup a caldo o Hot backup backup effettuato mentre il programma che usa il file da copiare è attivo. I dati possono quindi risultare modificati mentre il backup è in corso. Disk image metodo di backup di un intero disco o filesystem in un'unica immagine.

Questo metodo è utile per ricreare copie esatte di un disco, esempio per effettuare una installazione aziendale su tanti computer contemporaneamente. Backup completo o Full backup un backup di tutti i file del sistema. A differenza della disk image, un full backup non include le tavole di allocazione, le partizioni ed i settori di boot.

Backup Differenziale backup cumulativo di tutti i cambiamenti effettuati a partire dall'ultimo backup completo o full backup. Il vantaggio è il minor tempo necessario rispetto ad un backup completo. Lo svantaggio è che i dati da salvare aumentano per ogni giorno trascorso dall'ultimo backup. Backup Incrementale backup che contiene tutti i file cambiati dall'ultimo backup completo e incrementale.

Il backup incrementale è più rapido di quello differenziale ma richiede tempi di restore più lunghi poiché è necessario partire dall'ultimo backup completo e poi aggiungere in sequenza tutti i backup incrementali.

Backup Remoto è un servizio di salvataggio dati che esegue copie di backup, attraverso la linea internet, verso appositi server collegati al web. Nella maggioranza dei casi si usa tramite un software apposito. Data recovery o data salvage tentativo di recupero dei dati necessario quando i normali metodi sono impossibili.

Per esempio un hard-disk rotto potrebbe ancora contenere dati. Disaster recovery il processo di recupero delle funzionalità e dei dati dopo un evento disastroso. Uno degli scopi principali del backup è di costituire una base per il disaster recovery.

Per ottenere un processo realmente efficace è necessario pianificare e effettuare dei test di disaster recovery prima che sorga l'effettiva necessità. Finestra di backup Periodo in cui un sistema è disponibile per il backup. Le procedure di backup possono avere effetti di rallentamento sui sistemi e sulla rete; alcune operazioni richiedono che l'uso primario del sistema sia sospeso. Questi effetti possono essere mitigati concordando una finestra di backup con il proprietario del sistema.

Politica di Backup Backup 22 insieme di regole a procedure per assicurare che venga eseguito un backup adeguato alle necessità dell'organizzazione aziendale. Una politica di backup definisce il tipo es. Restore time tempo richiesto per effettuare il restore di un certo set di dati.

Retention time tempo in cui un certo set di dati rimane disponibile per il restore. Il tempo di retention viene generalmente misurato in giorni. In alcuni casi viene misurata una 'retention' sulla base del numero di copie dei dati di backup, indipendentemente dal tempo a cui esse si riferiscono. Schema di rotazione del backup per effettuare un backup giornaliero vengono di solito fatti ruotare gli stessi media es.

Lo schema di rotazione stabilisce appunto il metodo di rotazione e di ritenzione data retention dei dati. Vengono utilizzati diversi schemi quali: Incrementale; Nonno, padre e figlio; la torre di Hanoi, ecc. Software per il backup programmi applicativi per effettuare le attività legate al backup dei dati es.

Tape library un sistema che contiene dei nastri per il backup, un lettore di barcode per identificare i nastri e un automatismo per movimentare i nastri all'interno della library. Virtual Tape Library un sistema che ha le stesse funzionalità della tape library, ma che effettua il backup in modo diverso. Si utilizza una Virtual Tape Library per effettuare una copia temporanea dei dati in attesa di effettuare un backup sul nastro o in un'altra locazione. Il Sole 24 Ore , 27 04 URL consultato in data Webnews blog , 04 05 BitLocker è incluso nelle edizioni Enterprise ed Ultimate di Vista.

Descrizione BitLocker garantisce tre modalità operative. Le prime due modalità richiedono un dispositivo hardware per la cifratura, ovvero un Trusted Platform Module versione 1. La chiave usata per la criptazione del disco rigido viene memorizzata in forma sempre crittografata all'interno del chip TPM che viene restituita al loader dell'OS solo se i file di avvio appaiono non manomessi.

I componenti pre-OS di BitLocker sfruttano la endorsement key. Due diversi modi di autenticazione sono supportati: un PIN inserito dall'utente oppure un dispositivo USB che contiene la chiave di avvio necessaria.

Per permettere il funzionamento di BitLocker, l'hard disk ha bisogno di essere formattato in almeno due volumi NTFS: un "volume di sistema" con una dimensione minima di 1.

Attenzione: il volume di sistema dove è installato BitLocker non è crittografato, quindi non deve essere usato per conservare informazioni riservate. Diversamente dalle versioni precedenti di Windows, il comando da prompt diskpart di Vista dà la possibilità di creare e modificare la dimensione di un volume NTFS in modo da poter creare un volume di sistema per BitLocker.

L'EFS è fortemente raccomandato in supporto a BitLocker perché la sua protezione termina quando il kernel del sistema operativo viene caricato. Questi due sistemi possono essere visti come sistemi di protezione contro diversi tipi di attacco. Un esempio di come usare l'interfaccia WMI è lo script manage-bde.

Secondo Microsoft, BitLocker non contiene backdoor; non c'è modo per le forze dell'ordine di scavalcare la protezione sui dati. Questa è stata una delle principali preoccupazioni fra gli utenti avanzati da quando è stato annunciato il supporto della crittografia in Vista.

È da notare che, contrariamente al nome ufficiale, "Crittografia unità BitLocker" crittografa il volume ad un livello logico.

Un volume potrebbe non essere un intero drive, oppure potrebbe essere formato da più drive. Si presume che nelle versioni future di Windows come Vista Server si potranno cifrare volumi addizionali usando la GUI.

Se l'utente decide di continuare, il backup risultante non è criptato e compromette la riservatezza dei dati dell'utente. Se l'utente decide di non eseguire il backup, un malfunzionamento hardware del drive crittografato porterebbe alla perdita permanente dei dati. Interrogativi sulla possibilità che questa tecnologia contenga delle backdoor che permetterebbero alle forze dell'ordine di accedere ai dati sono stati respinti dalla Microsoft, ma questa tecnologia supporta una "chiave di recupero" recovery key che potrebbe garantire l'accesso senza il controllo dell'utente qualora cadesse nelle mani sbagliate[1].

URL consultato il 22 gennaio Solo il sistema operativo possiede i requisiti per poter modificare questi tag. Il termine è stato coniato, nella terminologia vari e non allineati inglese, nel da Luis von Ahn, Manuel Blum e Nicholas J.

Come consueto nella terminologia informatica il termine inglese viene utilizzato anche nella terminologia informatica italiana.

Essi inventarono vari tipi di test, compresi i primi a ricevere un'ampia diffusione grazie all'uso da parte di Yahoo!. Questo tipo di test è stato utilizzato anche per contrastare lo spam generato da bot,diobbligando un messaggio. Gli algoritmi utilizzati per realizzare i test vengono spesso divulgati al pubblico, anche se in molti casi sono protetti da brevetto. Tale politica di trasparenza è tesa a dimostrare il fatto che la sicurezza del metodo non risiede nella conoscenza di un algoritmo segreto che potrebbe essere ricavata con tecniche di reverse engineering o in modo fraudolento ; al contrario, per 'rompere' l'algoritmo è necessario risolvere un problema classificato come 'hard' nel campo dell'intelligenza artificiale.

Non è obbligatorio ricorrere a tecniche visive: qualunque problema di intelligenza artificiale che abbia lo stesso grado di complessità, ad esempio il riconoscimento vocale, è adatto a fare da base per un test di questo tipo. Alcune implementazioni consentono all'utente di scegliere in alternativa un test basato su tecniche auditive, anche se tale approccio ha subito uno sviluppo più lento e non è detto che possieda lo stesso grado di efficacia di quello visivo.

Inoltre, è possibile ricorrere ad altri tipi di verifiche che richiedano un'attività di comprensione testuale, quali la risposta a una domanda o a un quiz logico, il seguire delle specifiche istruzioni per creare una password ecc.

Anche in questo caso i dati sulla resistenza di tali tecniche alle contromisure sono scarsi. Una promettente tecnica che si sta sviluppando negli ultimi anni impiega dei test basati sul riconoscimento di una faccia all'interno di un'immagine familiare.

Il W3C ha redatto un rapporto in cui vengono evidenziati alcuni dei problemi di accessibilità legati all'uso di tali tecniche. Questo inoltre va a vantaggio dell'accessibilità. Sono stati creati anche alcuni programmi per cercare una soluzione ripetutamente e altri per riconoscere i caratteri scritti, utilizzando tecniche apposite e non quelle standard degli OCR. Molte biblioteche stanno provvedendo a convertire in digitale le loro collezioni di antichi testi anche manoscritti ; questa conversione viene ottenuta tramite la digitalizzazione delle pagine e la loro successiva analisi tramite un programma OCR, che analizza le immagini delle pagine ed estrae il testo in esse contenuto.

Si presuppone che se un utente riesce ad individuare correttamente la parola nota, allora individuerà con elevata probabilità anche la parola ignota. Ad agosto , questo sistema convertiva 4 milioni di parole al giorno. Esso si riferisce ad un codice in cui si leggeva "Inglipnell'oscurità. URL consultato il 12 luglio URL consultato il 19 agosto URL consultato il Alla fine del sono state emesse circa 1,8 milioni di CIE da circa Comuni.

Di materiale plastico e formato tipo "bancomat" o tesserino del codice fiscale, il supporto della carta d'identità elettronica è prodotto dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che provvede anche alla sua inizializzazione, procedura che rende la carta equivalente a un documento in bianco. Per conoscere l'identità della persona non sarà necessario introdurre la carta in un lettore: le generalità e la fototessera del titolare saranno stampate sulla carta e saranno quindi leggibili chiaramente.

Comune di rilascio del documento; 2. Cognome del titolare; 3. Nome del titolare; 4. Luogo di nascita del titolare 5. Data di nascita del titolare; 6. Ora di nascita del titolare; 7. Sesso del titolare; 8. Estremi dell'atto di nascita; 9. Statura; Comune di residenza; Indirizzo; Data di emissione; Data di scadenza; Cittadinanza; Codice fiscale del titolare; Firma del titolare; Validità per l'espatrio o eventuale annotazione in caso di non validità.

Carta d'identità elettronica Italiana - fronte. Carta d'identità elettronica Italiana - retro. L'utilizzo delle chiavi è vincolato alla conoscenza di un codice numerico PIN consegnato al titolare all'atto del rilascio. L'utilizzo del microprocessore consente di evitare che le chiavi private dell'utente possano essere estratte dalla carta, rendendo più sicuro il loro utilizzo, e in generale garantisce una migliore protezione dei dati presenti.

Nel microprocessore oltre ai dati sopra indicati possono anche essere facoltativamente memorizzati i Modelli delle impronte digitali del dito indice di ogni mano. Il microprocessore è predisposto per contenere anche dati e servizi aggiuntivi, in particolare un servizio di firma digitale. In base al Codice dell'Amministrazione Digitale, il microprocessore della carta d'identità elettronica potrà contenere, a richiesta dell'interessato, ove si tratti di dati sensibili: 1.

L'indicazione del gruppo sanguigno; Le opzioni di carattere sanitario previste dalla legge; I dati biometrici previsti dalla legge, con esclusione, in ogni caso, del DNA; Tutti gli altri dati utili al fine di razionalizzare e semplificare l'azione amministrativa e i servizi resi al cittadino, anche per mezzo dei portali, nel rispetto della normativa in materia di riservatezza; 5.

Le procedure informatiche e le informazioni occorrenti per la firma elettron ica. La carta d'identità elettronica e la Carta nazionale dei servizi sono gli unici strumenti di autenticazione previsti dal Codice dell'Amministrazione Digitale per l'accesso ai servizi web erogati dalle Pubbliche Amministrazioni. In via transitoria sono ammesse anche altre modalità, meno sicure, come quelle basate sulla coppia nome utente e Carta d'identità elettronica italiana password.

Distribuzione Nonostante la distribuzione della CIE non sia stata ancora portata a regime in tutto il territorio nazionale, numerosi comuni, di propria iniziativa e a proprie spese, si sono aggiunti agli iniziali comuni-campione che ricevettero nel le apparecchiature necessarie al suo rilascio. Al 31 dicembre risultano emesse circa 1. Questo permette ai piccoli comuni di associarsi ad un comune più grande cui demandare la fase di stampa della CIE, la più onerosa in termini organizzativi ed economici.

In tal modo, mantenendo l'emissione CIE ea trasmetterli vista pressoin gli sportelli comunali, comuni piccoli possono semplicemente acquisire i dati deldella cittadino via telematica al comunei più grandepiùdotato di centro di stampa.

Una volta stampata la CIE questa viene inizializzata e consegnata al cittadino dal proprio comune. Sviluppatore Ultima versione S. È sviluppato da Piriform Ltd. Il programma consente di creare un backup del registro di sistema prima di procedere all'eliminazione. Supporta tutte le versioni di Windows, dalla in poi.

URL consultato il 27 maggio URL consultato il 7 ottobre URL consultato il 24 ottobre Tommaso PALUMBO Voci di unità militari presenti su Wikipedia Il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche CNAIPIC è l'unità specializzata interna al Servizio di polizia postale e delle comunicazioni dedicata alla prevenzione e repressione dei crimini informatici diretti ai danni delle infrastrutture critiche nazionali.

Anche se di fatto già operante dal come unità specializzata nel settore, costituita in seno al Servizio polizia postale e delle comunicazioni, il CNAIPIC è stato istituito formalmente con decreto del capo della Polizia il 7 agosto del , in ottemperanza al decreto del ministro dell'interno del 9 gennaio La sede è stata inaugurata il 23 giugno a Roma in via Tuscolana , presso il Polo Tuscolano del Dipartimento della pubblica sicurezza.

Sono stati prelevati importanti documenti e relazioni per un totale di 8Gb di dati che tuttora si trovano liberamente in internet. Queste azioni sono state rivendicate come protesta contro l'arresto di italiani presunti aderenti ai movimenti hacker, ma non si escludono motivazioni da inserirsi in un quadro più ampio.

Il sistema in oggetto utilizza la crittografia a doppia chiave, o asimmetrica, in cui una delle due chiavi viene resa pubblica all'interno del certificato chiave pubblica , mentre la seconda, univocamente correlata con la prima, rimane segreta e associata al titolare chiave privata. L'autorità dispone di un certificato con il quale sono firmati tutti i certificati emessi agli utenti, e ovviamente deve essere installata su di una macchina sicura.

Possono essere certificate persone fisiche, organizzazioni, server, applicazioni, ogni CA precisa nel proprio CPS chi sono le entità finali che essa è disposta a certificare e per quali scopi di utilizzo certificati di firma e cifratura dei messaggi di posta elettronica, certificati di autenticazione dei server di rete, ecc.

Se la CA di root è la radice dell'albero chi le firma il certifcato? La risposta è molto semplice: la CA si auto firma il suo certificato. In pratica vengono create le chiavi pubblica e privata, crea la richiesta di rilascio di un certificato e la firma con la sua chiave privata.

Le CA sono la soluzione per il problema dell'associazione fra una chiave pubblica e la persona che possiede la relativa chiave privata. Chiariamo il concetto con un esempio: Alice e Bob vogliono scambiarsi messaggi firmati e crittografati; a tale scopo entrambi creano la loro coppia di chiavi e le pubblicano su un keyserver.

Quindi Alice scrive un messaggio per Bob, lo firma con la propria chiave privata e lo cripta con la chiave pubblica di Bob, quindi il messaggio viene inviato.

In ricezione Bob decripta il messaggio con la propria chiave privata e verifica la firma con la chiave pubblica intestata ad Alice. Nel contempo Bob non ha alcuna garanzia che la chiave sia realmente di proprietà di Alice. Continuando l'esempio, supponiamo che una terza persona, Mallory, riesca ad intercettare la comunicazione in cui Bob ottiene la chiave di Alice e riesca a sostituirla con la sua chiave pubblica in cui si spaccia per Alice. Bob non ha alcun modo per scoprire l'inganno.

Per risolvere situazioni di questo tipo nascono le CA che si fanno carico di verificare e garantire la corrispondenza fra chiave e proprietario. Quando un utente richiede un certificato, la CA verifica la sua identità, quindi crea un Documento digitale firmato con la chiave privata della CA e pubblicato. Nell'esempio precedente supponiamo che Alice e Bob si facciano firmare le loro chiavi da una CA che entrambi ritengono attendibile. In questo caso l'attacco di Mallory non è più possibile in quanto non è in grado di riprodurre la firma della CA.

Procedura di certificazione Alice genera la sua coppia di chiavi. La RA approva la richiesta di certificazione dopo opportune verifiche, dopodiché chiede alla CA di generare un certificato per Alice. La CA firma il certificato generato per Alice con il proprio certificato. Alice riceve per e-mail il proprio certificato firmato dalla CA ed il certificato root della CA.

Ogni volta che firmerà un documento, Alice allegherà il proprio certificato digitale oppure il numero seriale dello stesso. Il certificato di Alice è pubblicato dalla CA sul proprio certificate server. Le CA sono delle organizzazioni molto importanti nel panorama attuale del Web; in genere tutti i siti che si occupano di e-commerce o di transazioni on-line, perlomeno all'atto dell'autenticazione dell'utente trasferiscono la comunicazione dal protocollo HTTP al protocollo HTTPS; all'atto della negoziazione il client richiede il certificato del server e quindi viene instaurata la connessione protetta.

Quando un browser ma anche un client di posta, ecc Nel processo di validazione verifica che tutto CA collegate al certificato sia fidato. Se tutte leloCA coinvolte nel rilascio del certificato in esame sonol'albero fidate,delle il certificato è ritenuto valido altrimenti viene chiesto all'utente cosa fare, ossia se accettarlo o meno. Il problema di fidarsi o meno del certificato e quindi dell'entità che lo ha presentato viene passato all'utente. Per cui il problema della fiducia rimane a completo carico dell'utente.

È automatico, quindi, che i siti o le infrastrutture utilizzino certificati rilasciati da CA note per la loro affidabilità. Alcuni siti possono optare per un'autocertificazione solo per impedire che terzi attraverso analisi del protocollo ip possano leggere i dati scambiati tra il sito e l'utente. Il governo italiano è stato il primo a livello europeo, e tra i primi a livello mondiale a darsi una regolamentazione normativa al riguardo, definendo le regole tecniche e logistiche per realizzare una infrastruttura che potesse rilasciare certificati digitali che avessero, ai sensi di legge, la stessa validità di una firma autografa.

La differenza sostanziale fra le due tipologie è che soggetti si distinguono in certificatori i primi siche sottopongono ad apposita istruttoria preventiva volta a verificare il possesso in capo agli stessi dei requisiti richiesti dalle norme in materia. Difatti, la robustezza degli algoritmi utilizzati, la sicurezza dei dispositivi sicuri per la generazione della firma smart card , i meccanismi crittografici utilizzati, non servirebbero a garantire nulla se il soggetto che certifica la corrispondenza fra una chiave pubblica ed i dati anagrafici del titolare della stessa, ad esempio, non agisse con serietà e competenza, garantendo quindi i richiesti livelli di affidabilità, qualità e sicurezza.

Da notare che legislazione in materia non prevede alcuna forma di sanzione nel caso di inadempienza da parte dei certificatori. Tale sanzione, i cui effetti difficilmente reversibili sono di una gravità estrema, non è mai stata applicata in quanto non commisurata alle inadempienze fino ad oggi rilevate. Scopo Lo scopo del certificato digitale è quello di garantire che una chiave pubblica sia associata alla vera identità del soggetto che la rivendica come propria.

Nello schema tipico di un'infrastruttura a chiave pubblica PKI , la firma apposta sarà quella di una autorità di certificazione CA. Nella rete di fiducia " web of trust" , invece, la firma è quella o dello stesso utente un'auto-certificazione oppure di altri utenti " endorsements".

In entrambi i casi, la firma certifica che la chiave pubblica appartiene al soggetto descritto dalle informazioni presenti sul certificato nome, cognome, indirizzo abitazione, indirizzo IP, etc. Principio e utilizzo I certificati sono utili per la crittografia a chiave pubblica quando usata su larga scala.

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Infatti, scambiare la chiave pubblica in modo sicuro tra gli utenti diventa impraticabile, se non impossibile, quando il numero di utenti comincia a crescere. I certificati digitali sono una soluzione per superare questa difficoltà. Per ovviare a questo problema, Mario Rossi inserisce la sua chiave pubblica in un certificato firmato da una terza parte fidata "trusted third party" : tutti quelli che riconoscono questa terza parte devono semplicemente controllarne la firma per decidere se la chiave pubblica appartiene veramente a Mario Rossi.

In una PKI, la terza parte fidata sarà un'autorità di certificazione.

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Attraverso i certificati possiamo accertarci che il server a cui ci si è connessi è autentico, ovvero è effettivamente quello che dichiara di essere. Il protocollo SSL prevede che, alla connessione, il server fornisca il proprio certificato digitale; se il certificato digitale è firmato da un'autorità di certificazione da noi riconosciuta allora possiamo utilizzare la chiave pubblica presente nello stesso per avviare una comunicazione sicura.

Il tipo più semplice di checksum consiste nel sommare in trasmissione tutti i bit del messaggio e di memorizzare il valore risultante nel frame inviato.

Per controllare l'integrità del messaggio sarà sufficiente effettuare in ricezione la stessa operazione di somma e confrontarla con il checksum memorizzato nel frame. Se i due valori coincidono, i dati possono essere considerati integri. Ovviamente, minore è la probabilità di collisioni, migliore è la qualità dell'algoritmo di controllo e quindi la sicurezza nella verifica dell'integrità.

Altre comuni varianti di questo semplice checksum sono ottenute usando al posto della somma l'operazione di XOR come nel Longitudinal redundancy check LRC o sommando i bit a gruppi di 2 o 4 come nell'Internet checksum RFC Queste varianti mantengono la stessa semplicità di calcolo ma manifestano anche gli stessi difetti.

Con il tempo sono nati diversi metodi di controllo più sofisticati, come il checksum di Fletcher, l'Adler il Cyclic redundancy check CRC , in cui il risultato non dipende solo dal valore dei bit, ma anche dalla loro posizione.

Il prezzo della maggiore affidabilità viene pagato nelle risorse necessarie al calcolo del checksum. Questi metodi utili persicuri la verifica accidentali errori trasferimento, o di memorizzazione, perdita di dati , sono ma non sono contro di gli corruzioni attacchi di malintenzionati, in di quanto le loro strutture matematiche non sono particolarmente complesse da aggirare.

I checksum vengono usati spesso su internet per poter garantire che i dati scaricati siano corretti e per garantirne l'autenticità.

Per esempio nel download di software, il distributore del programma pubblica il checksum in genere MD5 o SHA-1 , che nello specifico viene chiamato digest, che viene controllato dall'utente per verificare l'integrità dei dati.

Il nome deriva dal termine informatico root che indica la directory principale del sistema operativo in cui sono contenute tutte le altre directory.

La sottodirectory in questione viene anch'essa denominata chroot e deve contenere una copia di solito un hard link di tutti i file di sistema richiesti dal software. Nel caso di sistemi Unix è necessaria anche un copia dei device file a cui il programma deve accedere.

Normalmente se un cracker riesce a prendere il controllo di una applicazione, avrà tutti i privilegi associati all'applicazione e potrebbe essere in grado di compromettere la sicurezza dell'intero sistema, ad esempio installando un rootkit. Al contrario se il programma compromesso si trova in un chroot dovrà prima uscire dal perimetro; solo dopo potrà apportare danni al sistema.

Normalmente le funzioni necessarie a mettere in pratica il chroot sono implementate direttamente nel kernel del sistema operativo. Durante una normale navigazione web, l'utente clicca con il puntatore del mouse su di un oggetto ad esempio un link , ma in realtà il suo clic viene reindirizzato, a sua insaputa, su di un altro oggetto.

Tipicamente la vulnerabilità sfrutta JavaScript o Iframe. La tecnica è stata rilevata per la prima volta nel Settembre da Robert Hansen e Jeremiah Grossman.

Altra tecnica, più pericolosa, è quella di inserire un Iframe nella pagina HTML, in maniera tale da "catturare" il clic attraverso il frame nascosto. Tale protezione deve essere realizzata a prescindere dalla sicurezza del sistema di comunicazione utilizzato: assume anzi particolare interesse il problema di assicurare la confidenzialità quando il sistema di comunicazione utilizzato è intrinsecamente insicuro come ad esempio la rete internet. Descrizione In un sistema che garantisce la confidenzialità, una terza parte che entri in possesso delle informazioni scambiate tra mittente e destinatario, non è in grado di ricavarne alcun contenuto informativo intelligibile.

Per assicurarla si ricorre a meccanismi di cifratura e all'occultamento della comunicazione. I meccanismi di cifratura garantiscono la confidenzialità per il tempo necessario a decriptare il messaggio. Per questo motivo occorre stabilire per quanto tempo il messaggio deve restare confidenziale. Non esistono meccanismi di protezione sicuri in assoluto.

Un altro meccanismo che serve ad aumentare la confidenzialità è l'autenticazione di accesso al sistema in quanto potenzialmente in grado di scartare accessi di soggetti non autorizzati ovvero autenticati. Ambiti di applicazione Le contactless smartcard sono molto usate nei sistemi di bigliettazione elettronica in uso in diversi ambiti del trasporto pubblico locale.

Tipologie Tra le tipologie più diffuse di contactless smartcard rientrano quelle che utilizzano la tecnologia Mifare o la tecnologia Calypso.

In Asia è molto diffusa la tecnologia FeliCa. In numerosi paesi industrializzati e con un alto livello di informatizzazione, il tema è stato dato in pasto ai legali che hanno disegnato norme e precetti in difesa del cittadino, per proteggerlo da violazioni della personalità nel cuore dei propri dati sensibili, sanzionando pesantemente i non rispettosi di tali provvedimenti e creando un'idea di sicurezza digitale.

Lavorare in miniere Tutte queste operazioni, in campo informatico, vengono svolte da sequenze di algoritmi che setacciano basi di dati online alla ricerca di risultati che soddisfino i criteri richiesti da chi ha lanciato la domanda.

Reti neurali, clustering ed alberi decisionali sono esempio dell'intricato sviluppo alla ricerca di criteri efficaci per il data mining. Perché mille e una ricerca? La storia della scienza va spesso a braccetto con quella economica: la creazione del data mining con i suoi canoni di ricerca non ne fa eccezione.

È un metodo per massimizzare il profitto e dare alle imprese maggiori possibilità di utili. L' imbuto Ogni data mining viene progettato con cura: deve rispondere a domande specifiche -concordate volta per volta-, deve essere efficace, deve rappresentare giustamente e soddisfare la domanda fatta a monte.

Per teorizzare lo schema, 45 Data mining e sicurezza ecco un esempio di prassi nell'estrazione dati: 1. Data mining buono e data mining cattivo Nel mondo reale convivono bene e male: anche sulla piazza virtuale ci sono un mondo pulito e ben avviato ed un altro oscuro, quasi fosse la sua nemesi. In questi casi, il data mining buono aiuta le aziende a crescere, serve negli ospedali per creare diagnostiche accurate, rivela malfattori in tutte le nazioni della terra.

L'aggregazione dati onesta porta al buon progresso e alla crescita di benessere a livello di cittadino e di imprese, quella maligna colpisce ogni giorno milioni di utenti illusi da pubblicità di ogni genere, legate agli acquisti su web o solo a semplici consultazioni di siti; nella peggiore delle ipotesi, i dati personali sensibili vengono depredati -o peggio venduti- ad aziende interessate, con il preciso intento di incrementare il fatturato.

Identità autentica: ogni utente deve avere un'identità firmata e garantita con gli adeguati metodi di autenticazione: sicurezza sia per la semplice navigazione web sia per stipulare contratti online; 2.

In-link perpetuo: è la disponibilità dei dati, nessun tipo di inconveniente tecnico deve interferire con le basi di dati. Tutto deve essere scongiurato con le giuste misure preventive, dal blackout elettrico all'hackeraggio indiscriminato. Integrità: i dati non devono essere manipolati o trasformati per nessun motivo senza l'autorizzazione di chi li ha generati.

La base di dati deve conservare il tutto senza degenerazioni di sorta. Io, non voi! Senza le necessarie autorizzazioni sono vietate intercettazione, lettura, pubblicazione di ogni tipo di dato.

Il rispetto della privacy e la sicurezza dei dati sensibili passa assolutamente per questo punto. Il mare magnum dell'aggregazione dei dati La società informatizzata e la globalizzazione del business spinge le imprese a colonizzare zone mai scoperte prima: ed ecco l'approccio al web. Le aziende mettono online un'enorme quantità di dati e di informazioni, un grande e prezioso tesoro da proteggere in ogni caso. Seguire il percorso evolutivo-biologico di un cliente rappresenta ormai un obbligo per tutti: a questo punto è aperta la caccia alle informazioni con l'aggregazione dei dati.

È possibile, tramite il tracciato di una carta di credito, risalire ai gusti ed alle preferenze di ogni singolo individuo. Un data mining sufficientemente mirato rende possibile la consultazione di diversi database, fino al profiling completo del potenziale o reale cliente. Uno strumento molto efficace, tanto da essere impiegato in maniera sempre più diffusa e raffinata, tanto da scatenare polemiche e dubbi sulla legittimità e sicurezza di questi sistemi.

Utile nei casi informatici la protezione degli accessi tramite chiavi crittografate in prima linea di difesa, per poi utilizzare sistemi software e hardware in sinergia tra loro, i cosiddetti Intrusion Detection System IDS utilizzati per scoprire e identificare accessi non autorizzati a computer in reti aziendali. Le leggi sulla privacy a livello nazionale ed europeo puntano ad un trattamento riservato dei dati, per cui le imprese che trattano dati sensibili devono proteggere le loro banche tramite la predisposizione, di un documento sul programma della sicurezza con le misure minime di sicurezza adottate e la descrizione accurata delle misure tecniche, informatiche, logistiche per prevenire i rischi a seconda delle regolamentazioni dettate dalla legge.

Sono previste aspre sanzioni per i non adeguati a tale richiesta: la legge fa distinzione nel trattamento dei dati con apparecchi elettronici e trattamento senza apparecchi elettronici ma lascia poco spazio al rischio e alla diffusione indiscriminata dei dati sensibili.

Un interrogativo pressante Il futuro è sempre pieno di interrogativi e di speranze: il data mining non ne è esente, dal momento che, visti i buoni risultati nella caccia alle frodi, le migliori intelligenze si stanno applicando per creare automi ed algoritmi che isolino i potenziali terroristi a seconda delle loro spese, delle loro e-mail e conversazioni telefoniche.

Si tratta di un'applicazione pilota, di un test che rivela la crescente brama di sicurezza che nel post 11settembre sta flagellando tutto il mondo. Ecco la domanda sociologica più in voga: sicurezza alta e bassa privacy o grande libertà e bassa sicurezza? Certamente il controllo postmoderno sarà sempre più argomento di discussione comune, e l'aggregazione dei dati una delle materie più spinose, in quanto la digitalizzazione del cittadino non ha ancora trovato una sua forma sufficientemente rappresentativa e sicura.

Le basi di dati sono ancora territorio di conquista, mentre numerose leggi ed interventi sulla sicurezza ed integrità dei dati stanno sorgendo in difesa della nuova società digitale che sta muovendo i suoi primi e certi passi. Tale configurazione viene normalmente utilizzata per permettere ai server posizionati sulla DMZ di fornire servizi all'esterno senza compromettere la sicurezza della rete aziendale interna nel caso una di tali Diagramma di una rete che utilizza una DMZ creata utilizzando un macchine sia sottoposta ad un attacco informatico: per firewall a tre connessioni three-legged firewall.

Solitamente sulla DMZ sono infatti collegati i server pubblici ovvero quei server che necessitano di essere raggiungibili dall'esterno della rete aziendale - ed anche dalla internet - come, ad esempio, server mail, webserver e server DNS che rimangono in tal modo separati dalla LAN interna, evitando di comprometterne l'integrità.

Le connessioni dalle reti esterne verso la DMZ sono solitamente controllate tramite una tipologia di NAT chiamata "port forwarding" o "port mapping"[1] , implementata sul sistema che agisce da firewall. Il "reverse proxy", invece di fornire un servizio applicativo agli utenti interni ad una rete locale -tipico del proxy comune-, provvede a fornire un accesso indiretto a risorse interne alla rete locale in DMZ in questo caso , provenienti da una rete esterna tipicamente internet.

Questa operazione assume nomi diversi a seconda del fornitore software che la implementa. La dependability è una caratteristica molto importante ed è da valutare durante la fase di progettazione dei sistemi. Per quanto riguarda l'informatica, alcuni casi in cui la dependability diventa una caratteristica fondamentale sono: i database contenenti dati sensibili, le applicazioni una cui bassa dependability comporterebbe bassi introiti es.

Alluvioni, terremoti Attacchi: minacce intenzionali mosse a svantaggio del sistema. Blanchard, Logistics Engineering and Management, 4a ed. Cescon; M. Kapur; L. O'Connor, Practical Reliability Engineering , 4a ed.

Bruno Daniotti, La durabilità in edilizia , Milano, Cusl, Metodo per la valutazione della durata vita utile , Collegamenti esterni 1. Avizienis, J. Algirdas Avizienis, Jean-Claude Laprie, Brian Randell: La Dependability e le sue minacce: una tassonomia in [3] inglese — questo documento estende e perfeziona la versione del documento precedente ed è un eccellente punto di partenza per lo studio della dependability. Consigliata la lettura di questo documento e successivamente del seguente tutorial: 4.

Wilfredo Torres-Pomales: Tutorial sul Software Fault Tolerance [4] — una guida molto buona, da leggere dopo aver letto il documento precedente. I parametri p, q, g sono pubblici e possono essere condivisi da diversi utenti. Esistono algoritmi efficienti per il calcolo dell'esponenziazioni modulari e.

Da q è primo segue che g è di ordine q. Il firmatario calcola: quindi per il piccolo teorema di Fermat. Dato che e visto che g è di ordine q La correttezza di DSA è provata da:.

Sicurezza Come molti sistemi di crittografia a chiave pubblica, la sicurezza di DSA si basa sull'intrattabilità di un problema matematico, in questo caso per l'inesistenza di un algoritmo efficiente per il calcolo del logaritmo discreto.

Particolare attenzione va posta al calcolo della quantità k: deve essere generata casualmente in modo che non sia possibile risalirvi, in quel caso sarebbe possibile risalire facilmente ad x la chiave privata a partire dalla firma. Schnorr sostiene che un suo brevetto antecedente U.

Direct Anonymous Attestation Direct Anonymous Attestation La Direct Anonymous Attestation letteralmente in italiano Attestazione Diretta ed Anonima è un protocollo crittografico che permette l'autenticazione remota di un computer che rispetta le specifiche del Trusted Computing Group, preservando l'anonimato dell'utente.

Il protocollo è stato adattato dal TCG dalla versione 1. Funzionamento Il protocollo DAA prevede che, per un'autenticazione corretta, siano necessari tre dispositivi e due differenti fasi. L'abilitatore, nella prima fase, deve verificare che l'elaboratore dotato di TPM non sia stato compromesso; completato questo compito, fornisce le credenziali DAA a tale elaboratore, che userà tali credenziali durante la fase di firma.

Le interazioni tra i soggetti coinvolti sono sempre anonime, ma l'utente e il verificatore potrebbero accordarsi affinché tutte le interazioni tra di loro siano raggruppabili in un unico insieme. Brickell, J. Camenisch, and L. Chen: Direct anonymous attestation. Le aziende e le organizzazioni convogliano le proprie risorse IT in costosissimi piani di ripristino disaster recovery sottovalutando la strategica importanza di una corretta prevenzione.

Un efficace disaster prevention infatti prevede: 1. Monitoraggio di temperatura, fumi ed allaga mento all'interno delle sale CED Monitoraggio dei parametri di prevenzione hardware failure per ogni serv er Monitoraggio dei paramaetri di prevenzione software failure per ogni ser ver Monitoraggio dell'assorbimento elettrico di ogni singo lo server e degli UPS Procedura di spegnimento corretto, sicuro e graduale degli apparati shutdown sequenziale Disaster recovery Per Disaster Recovery brevemente DR si intende l'insieme di misure tecnologiche e organizzative atte a ripristinare sistemi, dati e infrastrutture necessarie all'erogazione di servizi di business a fronte di gravi emergenze.

I disastri informatici con ingenti perdite di dati nella maggioranza dei casi provocano quindi il fallimento dell'impresa o dell'organizzazione, ragion per cui investire in opportune strategie di recupero diventa una scelta quasi obbligata. Le applicazioni critiche non possono essere sostituite con metodi manuali.

La tolleranza in caso di interruzione è molto bassa, di conseguenza il costo di una interruzione è molto alto.

Vi è una maggiore tolleranza all'interruzione rispetto a quella prevista per i sistemi critici, conseguentemente il costo di una interruzione è inferiore, anche perché queste funzioni possono essere riattivate entro un breve intervallo di tempo generalmente entro cinque giorni.

Benché queste funzioni possano essere eseguite manualmente, il loro svolgimento risulta comunque difficoltoso e richiede l'impiego di un numero di persone superiore a quello normalmente previsto in condizioni normali.

Le procedure applicative, il software di sistema ed i file che sono stati classificati e documentati come critici, devono essere ripristinati prioritariamente. Applicazioni, software e file classificati come critici hanno una tolleranza molto bassa alle interruzioni. Un piano d'emergenza deve prevedere il ripristino di tutte le funzioni aziendali e non solo il servizio ICT centrale. Per la definizione del DRP devono essere valutate le strategie di ripristino più opportune su: siti alternativi, metodi di back up, sostituzione degli equipaggiamenti e ruoli e responsabilità dei team.

La prolungata indisponibilità del servizio elaborativo derivante in particolare situazione di disastro, e quindi dei servizi primari, rende necessario l'utilizzo di una strategia di ripristino in sito alternativo.

Chiaramente quanto più stringenti saranno i livelli di continuità tanto più alti saranno i costi di implementazione della soluzione. In caso di evento disastroso sulla sede principale, le operazioni sul sito di Disaster Recovery possono essere riavviate molto rapidamente basso RTO e RPO praticamente nullo. La replica sincrona è limitata dalla incapacità dell'applicazione di gestire l'impatto del ritardo di propagazione vincolo fisico quindi, e non tecnologico sulle prestazioni.

In funzione della sensibilità dell'applicazione e della tecnologia di comunicazione tra i due siti, l'efficacia della copia sincrona inizia a diminuire a una distanza variabile tra i 35 km e i km.

Replica asincrona Per far fronte al limite di distanza tra i due siti imposto da tecniche sincrone, si ricorre spesso alla tecnica di copia asincrona. In questo modo è possibile affrontare anche disastri con ripercussioni su larga scala come ad esempio forti scosse sismiche che altrimenti potrebbero coinvolgere entrambi i siti se questi si trovano nelle vicinanze.

Un ulteriore vantaggio della copia asincrona è la possibilità di essere implementata via software non dovendo necessariamente ricorrere a sofisticate e costose tecnologie di storage. Principi generali di funzionamento La dll injection si basa nel scrivere il codice che si vuole far eseguire a un altro processo in una libreria dinamica dll su Microsoft Windows.

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Quindi si avvia un programma che carica questa dll nel processo esterno ovviamente con privilegi superiori rispetto al nostro processo e il sistema operativo vede il codice come se fosse eseguito dal processo esterno e non dal nostro processo Principi approfonditi di funzionamento con esempio pratico Analizziamo in dettaglio il funzionamento di un programma che inietta una dll in un altro processo. Un esempio renderà di più facile comprensione l'algoritmo "hack.

Per semplificare assumeremo che "hack. Questo nuovo thread chiama la funzione LoadLibraryA e per unico argomento un puntatore alla stringa allocata all'interno dello stack di "msnmsgr.

Ecco perché abbiamo bisogno di allocare la stringa contenente il path alla dll nella memoria nel processo "vittima".

I contenuti del documento sono elencati al punto 19 del Disciplinare tecnico in materia di misure minime di sicurezza e sono: 1. La formazione è programmata già al momento dell'ingresso in servizio, nonché in occasione di cambiamenti di mansioni, o di introduzione di nuovi significativi strumenti, rispetto trattamento di datiper personali; 7. L'utilizzo di EAP all'interno di una rete wireless, ad esempio, prevede che non sia l'access point ad autenticare il client: esso redirige la richiesta di autenticazione avanzata dal client ad uno specifico server, configurato per questo scopo come un RADIUS.

Ciascuno di questi metodi EAP ha vantaggi e svantaggi a seconda dell'ambiente. Metodi di autenticazione EAP-MD5 MD5 è l'equivalente del CHAP in cui un algoritmo hash a senso unico è utilizzato in combinazione con un segreto condiviso e una richiesta di identificazione per verificare che il richiedente è a conoscenza del segreto condiviso.

MD5 è considerato un metodo di autenticazione di livello base e generalmente non appropriato in caso sia necessario un alto livello di sicurezza per la protezione di beni di grande valore. Questo accade per diverse ragioni. Come ogni metodo che utilizza richieste random e un algoritmo hash, è vulnerabile agli attacchi basati su dizionario.

Se un attaccante riesce ad ottenere la richiesta e la risposta hash, è in seguito possibile eseguire un programma off-line con lo stesso algoritmo del richiedente, inserendo parole contenute in un dizionario fino a quando la risposta hash coincide con quella del richiedente.


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