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Autorizzazione agli scarichi

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Principio generale suggellato dall'art. è che “tutti gli scarichi devono essere preventivamente autorizzati”, poiché il legislatore impone un co. Autorizzazioni agli scarichi. A partire dal 13 giugno tutte le imprese non soggette ad AIA devono presentare domanda di autorizzazione allo scarico. Tutti gli scarichi da attività produttive (assimilabili agli urbani e non) recapitanti in fognatura o al suolo sono assoggettati a procedura autorizzativa AUA? L'autorizzazione allo scarico si riferisce alla possibilità di effettuare scarichi di acque reflue in corpi idrici ricettori, in conformità alle prescrizioni ed ai limiti di legge.

Nome: autorizzazione agli scarichi
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Autorizzazioni agli scarichi Autorizzazioni agli scarichi A partire dal 13 giugno tutte le imprese non soggette ad AIA devono presentare domanda di autorizzazione allo scarico inoltrando richiesta di Autorizzazione Unica Ambientale ai sensi del D. In generale, per gli scarichi non autorizzati mediante Autorizzazione Unica ambientale D. Ove uno o più stabilimenti conferiscano, tramite condotta, ad un terzo soggetto, titolare dello scarico finale, le acque reflue provenienti dalle loro attività, oppure qualora tra più stabilimenti sia costituito un consorzio per l'effettuazione in comune dello scarico delle acque reflue provenienti dalle attività dei consorziati, l'autorizzazione è rilasciata in capo al titolare dello scarico finale o al consorzio medesimo, ferme restando le responsabilità dei singoli titolari delle attività suddette e del gestore del relativo impianto di depurazione in caso di violazione delle disposizioni della parte terza del presente decreto.

Nel caso di scarichi di sole acque reflue domestiche o assimilate non soggetti ad A. Tale somma è stata determinata dall'Autorità con Decreto Deliberativo Presidenziale nr. Consultate il nuovo tariffario in base alle tipologie di istanze.

Gli scarichi idrici sono disciplinati dal D. Per scarico si intende una qualsiasi immissione tramite un sistema stabile di collettamento che, senza soluzione di continuità, ed indipendentemente dalla natura inquinante, collega il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore un corpo idrico superficiale, il suolo, il sottosuolo o la rete fognaria , anche sottoposto a preventivo trattamento di depurazione.

In Piemonte gli scarichi idrici sono disciplinati anche dalla L. In particolare, come normato dall' art. La distanza deve intendersi misurata tra il punto di allacciamento alla pubblica fognatura ed il perimetro dell'edificio.

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In particolare sono di competenza comunale esclusivamente gli scarichi provenienti da: insediamenti adibiti ad abitazione; insediamenti adibiti allo svolgimento di attività alberghiera, turistica, sportiva, ricreativa, culturale, scolastica e commerciale.

Il Comune provvederà a richiedere il parere al gestore e, se gli scarichi contengono sostanze pericolose, all'A.

I titolari degli scarichi di acque reflue industriali assimilate ed assimilabili alle acque reflue domestiche ai sensi dell'art. Ai fini dell'assimilazione, il Comune richiederà al gestore parere di conformità, ritenuto vincolante, ai sensi del punto 3. In fase di predisposizione del proprio parere il gestore si riserva di proporre al Comune l'esecuzione di verifiche più approfondite per l'accertamento della reale assimilabilità dello scarico.

Il gestore si riserva inoltre il diritto di verificare il mantenimento delle caratteristiche dello scarico che ne hanno determinato l'assimilabilità anche successivamente al rilascio dell'autorizzazione.

E' competenza della Provincia di Bologna il rilascio delle autorizzazioni agli scarichi delle acque reflue industriali e delle assimilate alle domestiche che non recapitano in reti fognarie nonché delle acque reflue urbane scaricate attraverso le reti fognarie.

Per gli insediamenti, edifici o installazioni la cui attività sia trasferita in altro luogo ovvero per quelli soggetti a diversa destinazione, ad ampliamento o a ristrutturazione da cui derivi uno scarico avente caratteristiche qualitativamente o quantitativamente diverse da quelle dello scarico preesistente deve essere richiesta una nuova autorizzazione allo scarico, ove prevista.

Nelle ipotesi in cui venga modificato, anche temporaneamente, il recapito dello scarico, seppure senza modificarne le caratteristiche qualitative o quantitative, deve essere data comunicazione al gestore e al Comune competente, i quali, verificata la compatibilità dello scarico con il corpo recettore, possono adottare i provvedimenti che si rendessero necessari.

L'autorizzazione ha validità quattro anni dal momento del rilascio. Un anno prima della scadenza ne deve essere richiesto il rinnovo. Per gli scarichi di acque reflue domestiche non in pubblica fognatura e derivanti da edificio adibito esclusivamente ad abitazione di consistenza mono o bi-famigliare, in ottemperanza a quanto indicato al punto 4.


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