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Musiccity morpheus da scaricare

Posted on Author Tauzahn Posted in Rete

  1. Morpheus (software)
  2. Where do you wanna skate today ?
  3. 200 PROGRAMMI INDISPENSABILI
  4. Morpheus 5.5.1

Morpheus è un completo ed potente programma rilasciato da MusicCity, differenza di Napster permette di scaricare anche file con estensione diversa da MP3;. Morpheus è uno dei più famosi programmi di file-sharing, basato File: 96KB ( piccolo programma che si connette al server per scaricare la versione La società che sviluppa Morpheus è la StreamCast (chiamata anche MusicCity). Nel Morpheus decise di cambiare network passando da OpenNap alla rete . Recensione di Morpheus download su xNavigation. Ciò significa che non sarà possibile scaricare il file in questione. permette la ricerca ed il download di qualsiasi tipo di file da reti di file sharing quali: MusicCity, Neo Network, Gnutella, . Sei qui: Home / Articoli e Novità dal mondo della musica / Il top per scaricare mp3 Maroni: scaricare musica gratis da internet Il caso MusicCity - Morpheus.

Nome: musiccity morpheus da scaricare
Formato: Fichier D’archive
Sistemi operativi: Android. Windows XP/7/10. iOS. MacOS.
Licenza: Gratis!
Dimensione del file: 66.63 MB

Il software è indirizzato in particolare agli sviluppatori di pagine web che intendono verificare rapidamente eventuali errori individuati nei link dei loro siti Internet, compresi i siti protetti SSL. La sua interfaccia è caratterizzata nella parte sinistra dalla sezione "Local computer", che consente di esplorare il sistema operativo alla ricerca dei file che saranno oggetto di trasferimento, e in quella destra dalla sezione "FTP Servers", attraverso la quale è possibile aggiungere il server presso cui è ospitato il proprio spazio web.

Il programma si attiva nella system tray di Windows sotto forma di una piccola icona con la forma di una cassetta per le lettere e verifica la presenza di nuovi messaggi ad intervalli di tempo prestabiliti dall'utente. Il suo impiego risulta particolarmente vantaggioso non solo per verificare il corretto funzionamento della connessione, ma anche per appurare l'eventuale presenza di indesiderate comunicazioni causate dall'azione di virus Trojans o programmi spyware. Il software si avvale del supporto del protocollo P2P, che permette la creazione di una rete di utenti priva di server centrali.

La soluzione? Cercate nell'elenco di Napster gli utenti che hanno velocità di connessione bassissime ad esempio 14,4 kbps. Lo scopo? Sembrare poco appetibili, in modo da non attirare orde di visitatori che li paralizzerebbero e restare a disposizione dell' élite degli utenti più esperti che sanno del trucchetto.

Riconoscere gli utenti "mascherati" è facile: di solito offrono brani con un bitrate , o indice di qualità audio, superiore ai normali kbps, e quando scaricate un brano da uno di loro la velocità di ricezione è pari o addirittura superiore a quella di connessione dichiarata in Napster.

Quando trovate uno di questi preziosi Napsteriti, memorizzatene il nome nella vostra hotlist l'elenco degli utenti preferiti per poterlo richiamare in seguito. Non abusatene tentando di scaricare più di un brano alla volta dallo stesso utente: c'è il rischio di farsi mettere nella sua lista nera e vedersi rifiutare l'accesso.

Un milione di utenti banditi, due milioni di titoli eliminati dal catalogo di Napster. Suonano come colpi mortali, eppure il sistema di scambio gratuito di musica via Internet è ancora in piedi.

Cerchiamo di capire come è possibile. Nel tentativo di salvarsi dalla chiusura totale a seguito della causa intentata dalle grandi case discografiche, Napster ha attivato un filtro che dovrebbe bloccare lo scambio dei brani musicali dei quali i discografici vietano la riproduzione: in pratica, quasi tutta la musica in vendita nei negozi. In effetti artisti come i Beatles, i Metallica e Jimi Hendrix sembrano essere quasi spariti da Napster. In realtà ci vuole poco per farli ricomparire: siccome il filtro si basa sui titoli dei brani e sui nomi degli artisti, per eluderlo basta alterarli leggermente.

Ad esempio, il filtro blocca qualsiasi file MP3 il cui nome contiene la parola "Beatles" anche se il file è una registrazione del vostro cane che abbaia , ma ignora "Bitols" e storpiature analoghe. L'importante, ovviamente, è che tutti gli utenti di Napster si mettano d'accordo e usino un metodo standard per alterare i nomi dei brani. Rinominando in questo modo i vostri brani MP3 compreso il tag ID3 potete continuare a offrirli tramite Napster. Cosa ancor più interessante, potete usare questa traduzione per cercare il brano corrispondente su Napster.

Tutto questo, naturalmente, in barba al filtro. L'unico problema è che al momento il sito Timwilson. Se non ci riuscite, usate le aree di "chat" di Napster per chiedere notizie su questo e altri metodi di rinominazione, oppure consolatevi con gli artisti meno famosi, per i quali Napster funziona come prima, senza richiedere alterazioni dei nomi.

Resta da vedere quanto durerà questa situazione. Se anche il filtro attivato volontariamente da Napster non blocca lo scambio di musica come chiesto dalle case discografiche, il tribunale americano potrebbe non avere scelta e ordinare lo spegnimento totale di Napster. Niente panico: sono già pronti i suoi successori Gnutella, Aimster e Freenet.

Sfogliando gli elenchi di Napster e degli altri sistemi di scambio file troverete tante copie dello stesso brano registrate con fedeltà diverse, riconoscibili da due parametri: il bitrate bit-reit e la frequenza di campionamento.

Come regola generale, più sono elevati i loro valori, più è alta la fedeltà di registrazione. Il guaio è che anche le dimensioni dei file aumentano di pari passo alla fedeltà: un brano con un bitrate di kbps è grande il doppio di uno da kbps e quindi raddoppia il tempo richiesto per scaricarlo. Quali sono allora i parametri ideali per avere una qualità accettabile senza tempi di prelevamento punitivi? Non conviene prelevare brani con frequenze di campionamento inferiori a Hz e bitrate sotto i 96 kbps, se non per "assaggiare" rapidamente una canzone: al di sotto di queste soglie, infatti, sembra di ascoltare la radio in onde medie.

All'altro estremo, per la frequenza di campionamento il limite pratico è facilmente fissabile a Hz, mentre per il bitrate le cose si complicano. Infatti la fedeltà del normale CD musicale è irraggiungibile, qualunque bitrate usiate, perché il formato MP3 elimina comunque parte dei suoni presenti nella registrazione originale: quindi non c'è un limite ben preciso.

A kbps, tuttavia, i suoni eliminati sono praticamente impercettibili, per cui la qualità è di solito sufficientemente vicina a quella del CD originale; aumentando ulteriormente il bitrate, il miglioramento è molto modesto e rilevabile soltanto da un orecchio molto allenato. Tuttavia c'è un'eccezione: se l'originale da cui è stata tratta la versione MP3 non è un CD ma una registrazione analogica ad esempio la radio, la televisione, un disco di vinile, una cassetta audio o video , è indispensabile un bitrate più alto, altrimenti otterrete distorsioni vistosissime dovute al fruscio di fondo.

Pertanto, se dovete prelevare brani etichettati come "vinyl" vinile o "bootleg" registrazioni amatoriali dei concerti , assicuratevi che il bitrate sia superiore a kbps, altrimenti rimarrete probabilmente delusi. Questi consigli, fra l'altro, valgono anche se non usate Napster e soci: si applicano infatti anche ai riversamenti digitali dei vostri CD, dischi e audiocassette.

Il tanto temuto filtro di Napster, che avrebbe dovuto far cessare lo scambio di musica via Internet contestato dalle case discografiche, è un mezzo fallimento: a quasi due settimane dalla sua attivazione, sono ancora perfettamente scaricabili i brani di artisti che sicuramente non vogliono essere duplicati gratuitamente, come Westlife, Ricky Martin, Britney Spears, i Bee Gees e tanti altri.

Basta digitare in Napster il nome dell'artista o il titolo del suo brano anziché entrambi. Inoltre ci sono numerosi programmi che scavalcano completamente il filtro, come Catnap www. Il vero pericolo per Napster è la defezione degli internauti.

Se la fuga degli utenti continua, non ci sarà più niente da scaricare. In altre parole, anche se il filtro non sarà mai perfetto, è sufficiente che renda Napster abbastanza scomodo da indurre un buon numero di utenti ad abbandonarlo. Che fare? Se volete continuare a mettere a disposizione la vostra collezione di musica MP3 tramite Napster, rinominate i vostri brani in modo che siano visibili agli altri utenti nonostante il filtro: basta usare Catnap o NapCameBack, oppure mettere una cifra all'inizio delle parole del titolo.

Ma non è illegale scaricare e distribuire musica tramite Napster? Non sempre. Molti ottimi brani di artisti emergenti sono liberamente scaricabili per scelta degli autori. Se avete dei vecchi 45 giri o 33 giri ma non avete più il giradischi per suonarli, avete già pagato i diritti all'artista, per cui potete prelevarne la versione MP3 e avere la coscienza tranquilla.

Potreste anche scaricare un intero CD da Napster soltanto per valutarlo prima di comperarlo. Tutti questi sono usi legittimi di Napster, e non sono casi rari: anzi, le ricerche indicano che una canzone su tre viene scaricata legalmente. Aria di panico fra gli utenti di Napster: i filtri antipirateria stanno migliorando e ora funzionano abbastanza da rendere lente, macchinose e spesso infruttuose le ricerche di musica da scaricare da Internet.

Oltretutto le case discografiche dicono che ancora non basta: vogliono filtri ancora più potenti. Già ora molti dei sistemi ideati dal popolo di Internet per scavalcarli non funzionano più. La festa è finita? Il destino di Napster non è certo la chiusura imposta per legge, perché ora che sono stati attivati i filtri come contentino temporaneo per evitare la sospensione del servizio, l'iter giudiziario potrebbe durare mesi o addirittura anni, durante i quali Napster continuerebbe a funzionare.

Ma c'è una minaccia più concreta all'orizzonte: a luglio Napster intende terminare il servizio gratuito e sostituirlo con una versione a pagamento. Purtroppo il nuovo Napster sarà protetto da sistemi anticopia: il consueto formato MP3 liberamente duplicabile verrà sostituito da altri formati che almeno teoricamente impediranno di trasferire i brani su CD o a lettori MP3 portatili.

Questo, come tutti i sistemi anticopia, significa una sola cosa: chi fa il pirata per lucro troverà la maniera di scavalcare le protezioni, mentre l'utente comune subirà intralci a non finire anche nell'uso legittimo della musica scaricata.

Ad esempio, fare una copia di sicurezza dei brani regolarmente pagati sarà un incubo. Pochissimi vorranno abbonarsi a queste condizioni. Allora è ora di cancellare il programma Napster dal computer? Saranno amatoriali, ma funzionano alla grande: tempi duri, insomma, per i discografici che non si adeguano. Si prepara una settimana di occhi pesti e mani tremanti per i Napsteriti: dal 10 aprile lo scambio indiscriminato di musica tramite Napster potrebbe essere zittito, stavolta sul serio, perché i discografici hanno ideato la madre di tutti i filtri antipirateria.

Non sarà un altro falso allarme? Sembra proprio di no. Almeno fino alla prossima udienza in tribunale 10 aprile, appunto resterà in funzione il filtro colabrodo attuale, basato su una "lista nera" di nomi di file musicali: se un nome non è presente nella lista nera, è scambiabile tramite Napster. Ma dopo quella fatidica data è probabile che verrà introdotto un filtro basato su una "lista bianca". Su Napster resterebbero soltanto i file musicali esplicitamente autorizzati alla libera circolazione: in pratica, soltanto quelli degli artisti emergenti e una manciata di brani donati da cantanti famosi.

E' una soluzione tecnicamente molto elegante, sensata e robusta, che blocca la pirateria senza impedire gli scambi legittimi, per cui ha ottime probabilità di essere introdotta.

Insomma, Napster continuerà ad esistere, ma sarà l'ombra di se stesso. La festa sta proprio per finire per chi frequenta Napster per evitare di comperarsi i CD. Ma avranno una protezione anticopia, per cui saranno sistemi scomodi e macchinosi.

Almeno finché il popolo di Internet, come sempre, troverà il modo di scavalcarli. Il mondo del software ha abbandonato le protezioni anticopia da dieci anni: forse il mondo della musica deve ancora digerire questa lezione.

Il Milan intima la chiusura ai siti Web dei suoi tifosi. In Rete circola una petizione per abrogare una nuova legge che paralizzerebbe tutti i siti Web italiani, compresi quelli personali. C'è chi parla apertamente di censura. In realtà si tratta di due fenomeni molto diversi, anche se accomunati dall'indignazione degli utenti.

Milan S. Certo, è sgradevole sentire che la tifoseria è stata degradata a clientela, ma su un punto la società ha ragione: simboli, foto e marchi non possono essere usati senza il permesso del proprietario, come hanno fatto i siti dei tifosi.

Questo non significa che i siti non ufficiali debbano chiudere: basta che non usino materiale che non hanno il permesso di riprodurre. La libertà di discutere della propria squadra del cuore non è in pericolo: niente panico, quindi. Oltretutto c'è speranza anche per marchi e foto, perché vietarne l'uso è certamente legale, ma non sempre è conveniente.

Anni fa, i siti dei fan della mitica serie televisiva Star Trek furono bersagliati da diffide analoghe della Paramount, proprietaria del marchio. In altre parole, non sono concorrenti: sono pubblicità a costo zero.

Morpheus (software)

Chissà che la lezione non si possa imparare anche in Italia. Il secondo caso sembra essere un problema più serio, e non solo per i siti Web sportivi. Pagando, ovviamente. E' stato davvero Forrest Gump a inventare quella faccina sorridente composta da due punti e una parentesi che si usa in Internet e negli SMS per indicare allegria, ironia e felicità? Viene spontaneo crederlo: infatti le faccine, come molte altre delle risorse più fondamentali e popolari della Rete, sono utilizzatissime, ma pochi sanno da dove provengono.

La "faccina" ha in realtà un padre ben preciso: anzi, ne ha due. Il primo è Harvey R. Per il suo lavoro fu pagato 45 dollari e non chiese mai la registrazione del marchio o diritti d'autore. Al picco della popolarità della Smiley Face , nel , furono vendute oltre 50 milioni di spille recanti il simbolo, e tuttora non si contano le vendite di adesivi, berretti, magliette e altri gadget decorati con l'allegra faccina rotonda e gialla. Ormai il simbolo è diventato a pieno titolo parte della cultura collettiva in tutto il mondo.

Fahlman propose di usare il due punti e la parentesi per creare una "faccina sorridente" coricata su un lato. Anzi, già che c'era propose anche di usare l'altra parentesi per creare la "faccina scontenta". Questi non sono certo gli unici due simboli emotivi di Internet: sono soltanto quelli di cui è sicura l'origine.

Alcune di queste "ciberfacce" o "emoticons" sono veri capolavori di creatività e arrivano a creare ironici ritratti di politici e celebrità. Un esempio? Fra il popolo di Internet circola un avviso che ha i toni della leggenda metropolitana: i documenti scritti con Microsoft Word "ruberebbero" informazioni dai computer. In particolare, spedendo un documento Word a un altro utente ci sarebbe il rischio di mandare, nascoste del documento, informazioni che non si volevano affatto includere nel testo.

Cosa c'è di vero? Diversamente da tante delle dicerie che circolano in Rete, un fondamento di verità c'è.

Se impostate Word in modo da consentire il cosiddetto "salvataggio veloce", nel documento rimangono tracce di quasi tutte le sue versioni precedenti. Queste tracce si possono esplorare facilmente usando ad esempio il Blocco Note, anziché Word, per aprire il documento.

Ad esempio, se scrivete un'offerta commerciale a un cliente e poi la riciclate per comporne una simile per un altro cliente, spedendole via e-mail il secondo cliente potrà sbirciare i dettagli della vostra prima offerta.

Verificare è semplice. Aprite Word, andate nelle opzioni e attivate il salvataggio veloce. Poi scrivete "Signor direttore, lei è un cretino" e salvate il documento.

Poi riapritelo, cancellate "cretino" e scrivete "esempio per tutti noi". Ora avviate il Blocco Note e usatelo per aprire il documento: troverete, in fondo al testo, un bel "Signor direttore, lei cretino. Preoccupante, vero?

Niente paura: il rimedio è semplice. Basta disabilitare il salvataggio veloce in Word, oppure salvare il documento in un formato diverso, tipo l'RTF, che ha il vantaggio di essere leggibile anche da chi non usa Word. Questa tecnica ha anche due altri vantaggi importanti: riduce le dimensioni dei documenti, rendendoli più veloci da trasmettere, ed evita la diffusione dei "macrovirus" che si possono annidare nei documenti in formato ".

Da dove viene l'MP3, il sistema miracoloso che memorizza brani musicali usando un decimo dello spazio normalmente richiesto? Nossignori: l'MP3 nasce a Torino. La sigla MPEG sta Motion Picture Experts Group , che è il nome di un'associazione internazionale di esperti di venticinque paesi, dedicata alle tecniche per ridurre lo spazio occupato da audio e video.

Where do you wanna skate today ?

Uno dei suoi prodotti più famosi è appunto l'MP3. Ma che c'entra la città del gianduia con tutti questi paroloni inglesi? Senza di lui, gli esperti non si sarebbero mai coordinati e non avremmo l'MP3: un brano musicale occuperebbe decine di megabyte e ci vorrebbero ore, invece di minuti, per scaricarlo da Internet.

In altre parole, Napster e soci esistono soltanto grazie al lavoro di base di Chiariglione e ai suoi colleghi. La RIAA ha sfidato gli hacker di tutto il mondo a violare i propri sistemi, e ne è uscita con le ossa rotte: tutti i sistemi anticopia sono stati superati con disinvoltura.

Viene da chiedersi quanto è costato questo tentativo, visto che la spesa verrà caricata sui CD musicali che comperiamo. Colpa di Chiariglione?

Improbabile: le informazioni digitali sono copiabili per natura, piaccia o non piaccia ai discografici. Cos'è successo? Perché invece dei modelli del fisco compaiono sullo schermo le modelle di Playboy?

Semplice: siete vittima di una burla da hacker nel senso vero del termine, che significa "smanettone", non "pirata". Nell'indirizzo mostrato sopra che funziona veramente , tutta la parte di sinistra fino alla chiocciolina viene ignorata dal browser Internet Explorer, Netscape, Opera e simili , che usa invece la parte dopo la chiocciolina, dove è nascosto l'indirizzo del sito che effettivamente comparirà sullo schermo. Per nascondere un sito dovete conoscere l'indirizzo numerico che corrisponde al suo nome: basta aprire una finestra MS-DOS in Windows o una console in Linux e digitare ping seguito dal nome del sito da nascondere.

Ad esempio, ping www. Fatto questo, siete pronti per confezionare la burla: prendete il nome di un sito dall'aria innocente e rispettabile, aggiungete qualche simbolo e codice dall'aria strana, e infine accodate una chiocciolina e l'indirizzo numerico appena trovato.

200 PROGRAMMI INDISPENSABILI

Spedite questo indirizzo alla vittima: se non usa uno dei pochi browser sicuri, quando vi cliccherà sopra si aspetterà di vedere il sito rossonero indicato prima della chiocciolina, ma si ritroverà sconcertata nel sito della squadra rivale. Se ad esempio l'indirizzo numerico è Sommate i quattro risultati e ottenete il vostro indirizzo perfettamente mascherato: il successo della burla è garantito, anche con chi si dà arie da saccente digitale.

Napster funziona ancora, ma è l'ombra di se stesso. In realtà i filtri non funzionano granché: immettendo "Gees" ho trovato senza fatica brani dei Bee Gees dai titoli storpiati appunto per eludere i filtri trasformandoli ad esempio in Tradegy al posto di Tragedy e in Saturdae Knight Feaver o urdaySat htNig erFev al posto di Saturday Night Fever.

Tuttavia sono efficienti quanto basta per rendere molto scomodo l'uso del servizio, per cui hanno ottenuto il risultato sperato: innescare una massiccia fuga di utenti.

Siccome Napster si basa sul libero scambio dei brani musicali presenti sui computer dei suoi utenti, se questi ultimi calano si riduce anche il numero di brani disponibili, per cui il servizio diventa ancora meno interessante, istigando una ulteriore moria di Napsteriti. Un circolo vizioso fatale, insomma. La mazzata non consiste nella richiesta di denaro, perché moltissimi utenti sarebbero ben disposti a pagare per tornare a scaricare musica dalla Rete, ma nella protezione anticopia dei brani.

Infatti pur avendoli pagati, l'utente non potrà masterizzarli a suo piacimento o trasferirli da un computer all'altro o al proprio walkman MP3, neppure per uso personale, senza ricorrere ad acrobazie da vero hacker. In altre parole, scompariranno la semplicità e comodità che sono state alla base del successo di Napster.

Un suicidio commerciale annunciato, insomma. In un modo o nell'altro, dunque, l'era di Napster è finita. Tutti consentono di scaricare musica gratuitamente e sono immuni ai problemi legali di Napster, ma sono complicati da usare e il loro stesso numero frammenta gli utenti, per cui non offrono la vastità di scelta del loro predecessore.

Ma come si suol dire, piuttosto che niente, meglio piuttosto. Ci sono circa quaranta candidati al ruolo di sostituto di Napster: da dove cominciare?

E' anche una delle alternative più simili a Napster: come il suo illustre predecessore, Aimster è infatti un programma che si collega a un sito centrale, dove trova un elenco di brani musicali scaricabili che risiedono sui computer degli altri utenti del servizio. Non è un grave problema: è una pura formalità, concepita specificamente per evitare i problemi legali che hanno squalificato Napster. Infatti in molti paesi gli scambi musicali sono leciti se avvengono fra amici.

Aimster interpreta il concetto di "amici" un po' disinvoltamente, ecco tutto. Un'altra differenza interessante è che lo scambio è protetto da un sistema di crittografia, per cui i dati scambiati viaggiano sulla Rete senza che altri possano decifrarne il contenuto: anche questa è più che altro una tattica per evitare i problemi legali di Napster.

Bella scusa.

La vera differenza, purtroppo, sta nella facilità d'uso. A parte il fatto che come al solito il programma è disponibile soltanto in inglese e soltanto per Windows, la sua configurazione è lunga e macchinosa.

Se siete protetti da un buon "firewall" come l'indispensabile ZoneAlarm, Aimster annaspa.

Morpheus 5.5.1

Inoltre sulle tre macchine sul quale l'ho provato, Aimster ha bloccato il sistema più volte o non è partito del tutto. Non è una bella prospettiva. Insomma, più si provano i surrogati, più si rimpiange Napster. Ma la ricerca continua. Molti ex utenti di Napster si stanno consolando tra le braccia di Morpheus. Non soddisfatto, mi faccio un giro su deja. Lo so, mi piacciono le strade tortuose. Altro sintomo di questo problema sono dei file del tipo rdxr Come scriveva una persona sul newsgroup alt.

Forse per fare pubblicità mirata? Di seguito riportiamo tutti i dettagli emersi in questi giorni e relativi al problema sollevato dal nostro lettore. La redazione In questi giorni altri utenti di Morpheus Preview Edition 1.

I BHO vengono sempre più spesso utilizzati dai produttori di software o di contenuti Web per aggiungere in IE nuove funzionalità o per trasmettere pubblicità. Fra i nomi più noti ad utilizzare questo genere di componenti software vi sono grossi calibri come Yahoo e RealNetworks. Il BHO installato da Morpheus si preoccupa di intercettare alcuni indirizzi di siti commerciali, come ad esempio ebay. Sebbene Griffin sostenga che bpboh. Apertura di Apple Books. Panoramica Musica Video Classifiche.

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