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Catalogo monete romane da scaricare

Posted on Author Zolokinos Posted in Multimedia

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La monetazione di Luceria riguarda le monete emesse a Luceria, città della Daunia l'odierna Lucera , dopo la deduzione , da parte dei Romani, di una colonia latina. Nella città furono in seguito coniate monete romane in due periodi: a. Tradizionalmente i numismatici trattano le monete di Luceria come parte della monetazione greca. Buona parte delle monete sono esposte nel Museo di archeologia urbana "Giuseppe Fiorelli" di Lucera.

Esistono alcuni lavori specifici sulle monete di Luceria. Il primo è un testo scritto nel con il titolo Le monete attribuite alla zecca dell'antica città di Luceria il cui autore è Gennaro Riccio , uno studioso dell'epoca che ha pubblicato diversi altri lavori tra cui un Le monete delle antiche famiglie di Roma , sulle monete della repubblica romana.

Un'altra monografia è stata presentata nel in Corolla numismatica una serie di saggi numismatici dedicati a Barclay Vincent Head.

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Commemorative Argento della Repubblica Italiana. San Marino - Monetazione in lire. Slovacchia, monetazione ordinaria. Stati Uniti, monetazione ordinaria dal oggi.

Filatelia e Francobolli

Cesare - Dolcepino Umberto I e colonia Eritrea per anno con alcune immagini. Vittorio Emanuele III raggruppate per valore e per anno - no foto. Inoltre sono attribuite alla zecca di Luceria alcune monete romane coniate durante la seconda guerra punica. Le monete autonome, presentano una libbra suddivisa in base 10 anziché in base 12 [5]. Questa suddivisione è caratteristica di una serie di comunità tutte collocate nella costa adriatica.

Oltre a Luceria hanno questa suddivisione alcune comunità dell'Umbria Ariminum , dei Vestini , del Picenum Hatria e della Apulia Venosa [6] La suddivisione decimale fu usata anche da Capua durante la seconda guerra punica. In questo caso le frazioni prendono nomi differenti rispetto a quelli utilizzati nella costa tirrenica, dove la libra è suddivisa in 12 once.

Si parla in questo caso di biuncia , teruncia , quadruncia , e quincuncia , cioè dal valore di 2, 3, 4 o 5 once [7]. La libbra di riferimento è comunque diversa tra le comunità: ca. A questo primo periodo sono ascritte alcune monete la cui attribuzione alla zecca di Luceria comunque non è sicura.

Si tratta di alcune monete fuse collocate intorno al a. Alcune di queste monete sono citate in una monografia sull' aes grave pubblicata sulla Rivista italiana di numismatica nel , [10]. La prima moneta HN Italy, ; Vecchi è un asse fuso dal peso medio di g [5].

Al dritto è raffigurata la testa laureata di Apollo volta a destra e al rovescio un cavallo al galoppo con sopra una grande stella a 16 raggi. La moneta a volte presenta al dritto la legenda C. Il tipo Apollo-cavallo al galoppo è presente in un coevo statere romano-campano e in un bronzo romano datato ca.

Una seconda moneta riportata su Historia Numorum Italy HN Italy, è un asse che reca al dritto la testa di Apollo e a volte, sulla sinistra l'indicazione del valore I. Al rovescio è raffigurato un gallo. Spesso è presente il segno di valore. Alcuni esemplari recano la legenda L.

BABI , altri M. Una terza moneta presenta al dritto la testa di Ercole volta a destra e al rovescio una protome equina Thurlow-Vecchi [9]. I motivi dell'attribuzione di questa moneta a Luceria non sono esplicitati. Questa moneta è considerata come appartenente a questa zecca anche da Riccio e Grueber [12]. I nomi potrebbero indicare sia duumviri di Luceria che i responsabili della zecca. Una serie di monete fuse, dalla quincuncia alla semioncia è collocata, da Rutter ed altri, negli anni a.

L'asse è suddiviso in 10 once. Il peso teorico dell'asse, basandosi sulla quincuncia sarebbe di ca. Le monete di questa serie sono tutte illustrate, nel suo testo, da Riccio. Molti tipi sono ripetute in una serie di aes grave emessa successivamente con pesi ridotti. Esiste un terzo gruppo di monete, con valori che vanno in questo caso dalla unità asse o nummus fino alla semioncia. I tipi sono sostanzialmente gli stessi della serie precedente con l'aggiunta dell'unità, che non è presente nell'altra serie.

L'emissione è collocata, da Rutter ed altri, negli anni - a. La serie si basa su un asse di 79 g circa. Le differenze sono date oltre al peso ridotto e all'asse, anche dalla presenza al rovescio dell'indicazione di zecca, assente nella serie precedente, tramite la lettera o più raramente L [5] [9].

Riccio associa a questo gruppo un semisse romano, catalogato come Cr. La teruncia di questa serie differisce da quello della serie precedente, oltre che per gli aspetti metrologici, anche perché la stella presente otto raggi anziché sei.

I tipi presentano al dritto la testa di una divinità e al rovescio ripropongono temi ripresi da quelli quelli delle monetazioni precedenti [5]. Poiché non è una serie fusa, non è presente in Thurlow - Vecchi né in Haeberlin.

Per la semioncia sono presenti due tipi diversi. Rutter et al. Questa serie è costituita da monete romane coniate da una zecca situata a Luceria. Le monete si distinguono dalle altre coniazioni romane per la presenza della lettera. La serie è costituita da valori che dall'asse scendono fino alla semioncia.

La datazione di questa serie secondo Crawford è nel periodo a. La serie presenta i tipi caratteristici della monetazione romana repubblicana enea con la prora della nave presente al rovescio di tutti i valori. L'asse è una moneta fusa. Il semisse ha due varianti: la prima è fusa e l'altra è battuta. Haeberlin elenca per l'asse 9 esemplari e per il semisse fuso 22 [14].

Quest'ultima moneta era inserita da Riccio tra quelle della II classe [15]. La serie delle monete è catalogata come Crawford L'asse su cui si basa la serie ha un peso standard di 83 grammi circa, calcolato su 45 esemplari dall'asse al triente [14]. L'identificazione con questo centro è data dalla presenza della , una forma arcaica della lettera L. A questo periodo appartengono le serie identificate come 97, 98A, 98B e 99 da Crawford [17].

Si tratta quindi di un numero elevato di monete, che comprendono sia argento che bronzo e che sono state battuta da Roma a Luceria durante la seconda guerra punica. Crawford suddivide la prima delle serie, la 97, in 6 gruppi.

Al primo gruppo appartengono un vittoriato e un quinario , entrambe denominazione argentee. Il vittoriato è simile alle monete romane con questa denominazione e si differenzia sostanzialmente per la sola presenza della lettera al rovescio che si trova tra il trofeo e la Vittoria effigiati al rovescio [18]. Anche il quinario da Cr. Al secondo gruppo della serie, costituito esclusivamente da monete di bronzo, oltre alle monete standard delle emissioni romane repubblicane dal triente alla semioncia , appartiene un quincunx Cr.

Per gli altri valori sono utilizzati i tipi standard delle emissioni romane, con al rovescio la prora di galea e la lettera , che caratterizza le emissioni. Il peso standard di questo secondo gruppo si basa su un asse di 64 g circa [20].

Il primo Cr. La figura al rovescio era stata interpretata da Riccio come Giove [22] e di conseguenza disegnato con questo aspetto [23]. Il peso standard del terzo gruppo si basa su un asse di 45 g circa [24].

Monete romane in tutta Italia

I tipi sono gli stessi del gruppo precedente. La differenza è costituita dal peso standard che nel quarto gruppo si basa su un asse di 36 g circa [24].

L'asse ha come tipi quelli standard della monetazione romana, con Giano al dritto e la prora di nave al rovescio. Le altre monete sono: destante, semisse, triente, quadrante e sestante. Il peso si basa su un asse di 23,5 g circa [25]. Il sesto gruppo è rappresentato solamente da un asse dal peso medio di circa 9 g su cui è raffigurato Giano. La serie comprende 8 denominazioni, è datata negli anni a.

Le monete d'argento sono: vittoriato , mezzo vittoriato, quinario e sesterzio d'argento. Il peso delle monete di basa su un denario di 4,5 g circa [26]. Il mezzo vittoriato è una moneta particolarmente rara, che si trova solo in questa coniazione; presenta al dritto la testa di Minerva con l'elmo corinzio e al rovescio un cavaliere [26]. Anche il sesterzio, dal valore di un quarto di denario è una moneta raramente coniata durante la repubblica.

Le denominazioni d'argento, a parte il mezzo vittoriato, mostrano i tipi standard. Il vittoriato ha al dritto la testa di Giove e al rovescio la Vittoria che incorona un trofeo.

Libri numismatica antica

Il quinario e il sesterzio hanno a dritto la testa della dea Roma e al rovescio i Dioscuri; oltre alla differenza nel peso queste due ultime monete si distinguono per il segno di valore: V cioè cinque per il quinario e IIS cioè due e mezzo per il sesterzio.

Le monete enee sono: quadrante , sestante , oncia e semioncia. Queste monete sono caratterizzati dalla presenza della lettera.

Il quadrante presenta il tipo con la test di Mercurio e la prora che è lo standard della monetazione romana del periodo. Le altre monete presentano tipi diversi. Il sestante ha a dritto la testa di Minerva e al rovescio i Dioscuri, l'oncia le testa elmata di Roma al dritto e un Dioscuro al rovescio mentre la semioncia mostra le teste dei giugate Dioscuri al dritto e i loro cavalli al rovescio.

Gli stessi tipi erano presenti nella moneta di pari valore della prima monetazione battuta al martello di Luceria [26]. La terza serie, catalogata come Crawford 98B, è costituita solo da un quinario con la testa elmata di Roma e i Dioscuri al rovescio. La sua pertinenza a Luceria non è certa [26]. La serie è divisa in due gruppi. Al primo gruppo appartengono nove denominazione che vanno dall'asse alla semioncia comprendendo, oltre ai valori standard della monetazione romana in bronzo dell'epoca, anche il destante.

I tipi delle monete sono quelli già visti nella prima serie.


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