Midws

Midws

Condensa caldaia scarica

Posted on Author Kazrajar Posted in Internet

Oltre ad alcuni limiti riguardo lo scarico dei fumi esiste un altro aspetto da non sottovalutare dove scaricare l'acqua di condensa che produce la caldaia?. Tutte le caldaie a condensazione devono essere collegate ad uno scarico della condensa residua di combustione, in accordo con la norma. La caldaia che ho appena installato scarica la condensa nel pluviale tramite il passaggio di quest'ultima in un filtro (detto comunemente. Ecco la risposta di un esperto, sulla caldaia a condensazione, per il lettore In merito allo scarico dell'acqua di condensa, parlando sempre di.

Nome: condensa caldaia scarica
Formato: Fichier D’archive
Sistemi operativi: MacOS. iOS. Windows XP/7/10. Android.
Licenza: Gratis!
Dimensione del file: 15.73 MB

Ciao a tutti, sono tre mesi che la caldaia di casa mi sta facendo impazzire Ho una Ocean Luna Premix 23, una caldaia a condensazione, che fa funzionare due termoarredi per due bagni ed un impianto di riscaldamento a terra per tutto il resto delle stanze.

Il problema è questo: la caldaia inizialmente, doveva essere ricaricata ogni 3 giorni perchè in questo lasso di tempo calava da 1,5 bar a 0. Per una ventina di giorni, il tutto si è messo a funzionare regolarmente, ma poi il problema è tornato. Ora la caldaia perde una pressione di 1,5 bar ovvero da 1,5 a 0 in ben 2 ore!!! La cosa strana, inoltre che ho comunicato anche al tecnico è un'altra. Dalla caldaia scende il tubo della condensa che va a scaricare in un pozzetto esterno e fin qui tutto bene , ho provato a mettere un contenitore tarato sotto l'uscita del tubo condensa nel pozzetto e questo si riempie fino ad 1 Litro di acqua in mezz'ora!!!!

Da diversi anni a questa parte vengono installate, in sostituzione a quelle tradizionali ormai obsolete, le caldaie a condensazione. Le novità che questi nuovi prodotti si portano dietro sono principalmente due: scarichi delle condensa canna fumaria Scarichi della condensa Gli scarichi per la condensa sono una novità assoluta rispetto le caldaie tradizione. Si tratta di un tubo di plastica che deve essere collegato agli scarichi fognari.

La norma attuale, non prevede per i dispositivi al di sotto di 35 kW che la condensa dia trattata chimicamente prima di convogliare negli scarichi ma, bisogna sempre tenere presente che le vecchie grondaie in rame o i tubi di piombo, con il passare degli anni, possono venire corrosi dalla condensa prodotta.

Il combustibile, bruciando, produce sostanza residue: per la maggior parte acqua ed anidride carbonica. L'aspetto più delicato e significativo delle caratteristiche degli scarichi delle condense è, dunque, costituito dal valore di pH, che in generale misura l'acidità di un sostanza; le norme, in ogni caso, vietano la possibilità di miscelazione della condensa con l'acqua potabile per la riduzione dell'acidità.

L'evoluzione delle norme vigenti in materia ha intrapreso una strada complicata con indicazioni non semplici da attuare: su scala europea e nazionale esistono dei valori limite di caratteristiche fisiche e chimiche della condensa che potrebbero essere restrittivi per impianti particolarmente grandi come le centrali termiche condominiali, ed i piani di smaltimento delle condense dovrebbero essere regolati dalle regioni e nella maggior parte dei casi sono tralasciati.

Scarico condensa nei sistemi fognari È bene sottolineare che per gli impianti di medie e piccole potenze, generalmente inferiori a 35 kW, mediamente, non sono presenti negli scarichi di condense contenuti elevati di sostanze particolarmente velenose, infatti in linea di massima ne è consentito lo scarico nei sistemi di raccolta delle acque fognarie e superficiali.

È bene osservare che tale possibilità, seppure prevista dalle norme, resta comunque basata su un approccio pressoché empirico, essendo la quantità di condensa prodotta proporzionale alla potenzialità dei generatori e all'utilizzazione degli stessi; ma tali fattori non sono correlati in maniera semplice alla produzione di acque basiche contenenti saponi e detergenti.

In particolare, il limite superiore di potenza, a partire da quale le norme invitano a valutare significativamente la possibilità di utilizzazione di un passivatore, è di kW; l'ambiguità, nella gestione degli impianti, sorge poiché anche in tal caso non è comunque esclusa la possibilità di neutralizzazione con gli scarichi saponati e con detergenti di uso quotidiano.


Articoli popolari: